Luxottica-Essilor: dove sarà quotato il nuovo gigante dell’occhiale da 50 miliardi di euro? Per il patron Del Vecchio, il doppio listing Italia-Francia resta un’opzione.
Luxottica-Essilor: dove sarà quotato il nuovo gigante dell’occhiale da 50 miliardi di euro? Ieri Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica, e Hubert Sagnières, direttore generale e CEO della società francese, hanno annunciato il progetto di integrazione tra le due multinazionali.
Del Vecchio sarà il maggiore azionista della nuova società, con una quota del 31%, e rivestirà anche il ruolo di presidente esecutivo del nuovo colosso, mentre l’ad di Essilor sarà il vice-presidente esecutivo.
In un’intervista rilasciata al Corriere Della Sera, il fondatore di Luxottica ha spiegato che l’ipotesi di una doppia quotazione a Milano e Parigi della nuova società resta un’opzione, insieme al listing sulla Borsa di New York, da valutare nei prossimi giorni.
Sul tema ieri è intervenuto l’amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, che ai microfoni di Class Cnbc ha espresso un giudizio positivo circa l’operazione, aggiungendo che il dual listing è un’ipotesi ancora aperta:
“Speriamo di riuscire a convincere il vertice del nuovo gruppo che l’opportunità di restare quotati in Italia è un elemento importante non solo per l’azienda ma per l’Italia, per i giovani”.
Luxottica-Essilor: un regalo ai francesi?
Del Vecchio - secondo il quale la fusione con Essilor rappresenta l’unico modo per mantenere Luxottica “forte e competitiva” - respinge seccamente l’affermazione di aver venduto la sua azienda ai francesi, sottolineando di restare di gran lunga il principale azionista della nuova creatura che nascerà dall’aggregazione.
“Il mondo di Luxottica rimarrà sempre saldamente italiano con la testa a Milano e il cuore nelle montagne bellunesi”, rimarca Del Vecchio, aggiungendo di non aspettarsi comunque “contrapposizioni tra l’anima francese e l’anima italiana nelle due società ma solo un valore aggiunto dalla loro combinazione”.
Luxottica-Essilor: il nodo della governance
Per quanto riguarda il nodo della governance di Luxottica-Essilor, Del Vecchio assicura che la società non correrà pericoli, dal momento che la sua famiglia “rimarrà un punto di riferimento per la nuova azienda… con un ruolo sempre più da azionisti”.
La governance del nuovo soggetto prevede una gestione paritetica, con un consiglio di amministrazione equamente diviso tra Luxottica ed Essilor. Del Vecchio - che ricoprirà il ruolo di presidente per i prossimi tre anni - ha spiegato:
“Appena mi accorgerò che la mia presenza non sarà più indispensabile lascerò ogni posizione esecutiva del gruppo”.
Luxottica-Essilor: Del Vecchio rassicura i dipendenti italiani
Il patron di Luxottica promette inoltre che l’organico italiano non sarà ridimensionato. Una sicurezza, dice, che
“non viene da me come azionista ma dall’eccellenza delle nostre maestranze indispensabili nel rendere unica la nostra produzione made in Italy. È questa la miglior garanzia che resteranno centrali nelle strategie della nuova società”.