La luna di Kiev: autore, significato e testo della poesia

Marta Zanierato

12/03/2022

27/03/2022 - 11:33

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Per la poesia di Gianni Rodari sta spopolando su tutto il web? Perchè è un messaggio di pacifismo che, anche se scritto nel 1960, si applica ancora oggi.

La luna di Kiev: autore, significato e testo della poesia

La luna di Kiev”, poesia di Gianni Rodari, è diventata virale sul web in questi giorni. Tra le canzoni contro la guerra, e le frasi per la pace, si sta ritagliano un suo spazio una filastrocca quanto mai attuale anche se edita e pubblicata da Einaudi nel 1960, all’interno della raccolta “Filastrocche in cielo e in terra”.

Anche se scritta più di sessant’anni fa, il significato e lo spirito di questo componimento, titolato appunto La luna di Kiev, le conferiscono un’essenza moderna, dandole occasione di applicarsi ancora oggi. Purtroppo, dovremmo dire, dato che il motivo per cui tale poesia sta spopolando sul web non è proprio felice.
 
Lo scrittore e poeta Gianni Rodari va cantando l’amore per la fratellanza, e per quanto il testo sia stato scritto per i bambini, in questi momenti difficili per l’Ucraina e per il mondo intero, la poesia La luna di Kiev appare una lettura commovente e necessaria anche per gli adulti.

Il testo de La luna di Kiev

“Chissà se la luna
di Kiev
è bella
come la luna di Roma,
chissà se è la stessa
o soltanto sua sorella…
 
Ma son sempre quella!
– la luna protesta –
non sono mica
un berretto da notte
sulla tua testa!
 
Viaggiando quassù
faccio lume a tutti quanti,
dall’India al Perù,
dal Tevere al Mar Morto,
e i miei raggi viaggiano
senza passaporto.”

Il significato de “La luna di Kiev

In questa filastrocca per bambini non è contenuto alcun riferimento alla guerra, ma si fa appello alla solidarietà e all’unione tra gli uomini.  

Leggere “La luna di Kiev” ci ricorda che siamo tutti sotto lo stesso cielo e che l’umanità intera è unita al di là della violenza, dei valori culturali e politici. Se la luna è sempre la stessa e brilla allo stesso modo in ogni cielo e su ogni terra, così può essere e fare l’uomo: questo è l’invito di Rodari.

Il componimento, in apparenza molto semplice, rivela molto sul genere umano. Rodari, interroga la luna come fosse un bambino e questa risponde dimostrando di non conoscere confini e quindi differenze. “Senza passaporto” significa che sono inutili i documenti che stabiliscono limiti e confini e differenze: la luna vede una sola terra e un solo popolo.

Le differenze di razza o etnia sono dettate dall’uomo ma sono a lei sconosciute, così che i suoi raggi arrivano ovunque senza bisogno di rispettare alcuna legge, come, appunto, quella che prevede la presentazione di un documento ufficiale per spostarsi da un luogo a un altro. Le guerre, i soprusi e le violenze ancora in atto nel mondo, perdono il loro valore e il loro significato.

Una luna che offre luce a tutti quanti dal Tevere al Mar Morto, e dunque abbraccia la città di Roma così come la capitale Ucraina, Kiev, trasmette un’immagine molto più struggente se pensiamo a quali momenti difficili sono in atto in questi giorni, in queste stesse ore.
 
“Non sono mica un berretto da notte!” Quello della luna è un tono indignato e di rimprovero che Rodari le conferisce proprio per incalzare gli uomini e ricordargli che ancora non hanno imparato a vivere come fratelli. Anche Shakespeare definiva folle chi parla alla luna ma “del tutto stolto chi non le presta ascolto.

Chi era Gianni Rodari, autore de “La luna di Kiev

Gianni Rodari nasce nel comune piemontese di Omegna, sul Lago d’Orta, il 23 ottobre del 1920 e muore il 14 aprile del 1980. Gianni Rodari è stato maestro, pedagogista, giornalista, maestro e poeta, ma soprattutto è stato uno dei più celebri scrittori italiani per l’infanzia del XX secolo.

La sua opera più conosciuta è “La grammatica della fantasia”, pubblicata nel 1973 da Einaudi, anche se rimangono molto famose opere come:
 

  • «Filastrocche in cielo e in terra», Einaudi, 1960;
  • «Favole al telefono», Einaudi, 1962;
  • «Il libro degli errori», Einaudi, 1964;
  • «I viaggi di Giovannino Perdigiorno», Einaudi 1973;
  • «C’era due volte il barone Lamberto», Einaudi, 1978;
  • «Il gioco dei quattro cantoni», Einaudi, 1980.

Gianni Rodari ha scritto numerose filastrocche, poesie, racconti per l’infanzia surreali, divertenti, fantasiosi, poetici, sempre usando un linguaggio semplice, chiaro, originale, che potesse fare presa sui bambini in modo efficace. I suoi componimenti contengono messaggi di tolleranza, integrazione, pacifismo, solidarietà, ambientalismo.  

 

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