La FED lascia ancora i tassi a zero

Nicola D’Antuono

24 Giugno 2010 - 09:24

La FED lascia ancora i tassi a zero

Ieri sera la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi di interesse per il diciottesimo mese consecutivo nella forchetta compresa tra lo zero e lo 0,25%. La FED è però preoccupata per la crisi del debito pubblico in Europa che, secondo i membri del board della Banca Centrale americana, potrebbe rallentare molto la crescita economica negli Stati Uniti. Già ieri abbiamo assistito a grande incertezza sui mercati per gran parte della seduta a seguito del dato peggiore delle attese sul settore immobiliare USA che ha fatto registrare un -32,7% di vendita di nuove case. L’Euro/Dollaro, nonostante la perdita iniziale del supporto di 1,2250-40, è riuscito a mantenere quantomeno area 1,22 per poi riportarsi anche sopra 1,23 ed attaccare la cluster area di 1,2350. Questo livello, se le cose dovessero mettersi male dal fronte dell’equity, dovrebbe tenere a bada l’avanzata della divisa europea contro dollaro e creare anche i presupposti per un nuovo test dei supporti di 1,22.

Intanto, ieri l’oro – dopo un buon breakout del triangolo di compressione – ha avuto solo un breve momento di gloria per poi essere letteralmente affossato da un’ondata di vendita che hanno spinto il metallo giallo fino in area 1224$. Da segnalare anche la forza della sterlina: il cambio Gbp/Usd – dopo il breakout deciso di area 1,4950 – si è spinto fino a 1,50. Da qui è partita una correzione che per ora si sta fermando sui supporti (ex resistenza) di 1,4950-30. La tenuta di questi livelli permetterebbe al cambio di attaccare nuovamente la soglia psicologica di 1,50 con target di breve molto ambiziosi in area 1,51. Di converso, la perdita del supporto andrebbe a creare i presupposti per un proseguimento della discesa anche fino al supporto di 1,4850.