Siamo orsi cinesi, nel caso non l’abbiate ancora notato.
Negli ultimi due o tre anni abbiamo preso come elemento chiave delle nostre analisi la dissimulata tensione sociale considerata insieme ai centomila «incidenti di massa» accaduti in Cina e che il Parito Comunista non ha potuto controllare.
Eventi del genere potrebbero molto velocemente produrre un effetto-valanga sull’economia cinese.
Dico questo perchè il popolo cinese si sta spazientando per le correnti politiche volte a bilanciare inflazione e crescita. Come avrete potuto notare, questo tentativo di bilanciamento non è poi così facile quando il resto del mondo non approva il modus operandi cinese.
E i cittadini cominciano a capire che fra i vari giochi di tasso d’interesse, stimolo monetario, progetti di investimento e management valutario... ci stanno rimettendo.
Se volte saperne di più sul perchè i cittadini cinesi stanno sostenendo l’impatto del sistema di gestione della crescita cinese e sul perchè la Cina si appresti ad affrontare tempi duri, fate attenzione; stiamo mettendo insieme qualcosa che raccolglie i diversi aspetti della situazione cinese e che vedrete pubblicato a breve.
Comprendendo che l’atto di bilanciamento produrrà un’inflazione volatile e la crescita dei tassi d’interesse, la Cina ha proposto al suo popolo una certa politica dell’assicurazione ,(io penso allo scopo di raccogliere qualche buona volontà). Questa politica dell’assicurazione consiste nell’oro.
Il governo sta tentando di sconfiggere il sistema degli scambi illegali di oro, stimolando gli investitori a parcheggiare un pò di denaro nel metallo giallo.
Con lo Shangai Composite in caduta di oltre il 20% nel 2011, gli investitori cinesi hanno avuto bisogno di uno sbocco che assicurasse qualcosa di più stabile rispetto a un mercato delle vendite in stile casinò. Sebbene l’oro non sia proprio un investimento conservativo (assumendo un calendario che non implichi la retorica da fine del mondo), c’è un’abbondanza di caratteristiche appetibili che potrebbero convincere gli incerti cittadini cinesi all’investimento.
Ho spesso menzionato a membri della mia newsletter Commodities Essential la connessione fra i prezzi dell’oro e l’inflazione cinese.
Naturalmente, se il loro governo sta cercando la crescita a tutti i costi, l’inflazione tenderà ad aumentare e a colpire l’individuo medio. L’oro è percepito come quel fattore che potrebbe mitigare questa pressione. Storicamente, la connessione fra l’oro e l’inflazione statunitense non è proprio stretta; al contrario, lo è quella fra l’oro e l’inflazione cinese.
Tenendo bene in mente quanto abbiamo detto, ho recentemente suggerito un’idea di Exchande-traded fund sull’oro ai membri che individuano questa dinamica. [Potete saperne di più e iscrivervi a Commodities Essential, se siete interessati].
Dunque, con:
1) vendite al ribasso e volatili e
2) con inflazione alta o incerta e
3) con politiche e tassi d’interessi negativi che pesano sulle famiglie e un basso potere di consumo
...dove andate senza oro?
Leggiamo Reuters:
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Ancora:
La Cina, guardata negli anni scorsi come il paese destinato a superare l’India come nazione più consumatrice di oro, si è attestata al 23% per quanto riguarda la domanda mondiale di oro fisico nei primi tre trimestri del 2011, in salita rispetto ai 19 punti percentuali del 2010, secondo il World Gold Council (WGC).
Basterà la consistente domanda cinese di oro a supportare il prezzo? Sembra di si. Le nuove stime per quest’anno, provenienti da grandi banche e non solo, si muovo intorno ai duemila dollari a oncia.
La domanda è: cosa succederebbe se il Pil cinese crollase più delle aspettaive e trascinasse giù anche l’inflazione? Potrebbe ridurre la chiamata alla copertura inflazionaria; ma pare che le tensioni sociali non saranno calmate a breve. E’ il rialzo della carta selvaggia dell’oro che potrebbe essere frenato.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Currency Currents
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