L’euro tenta di dare continuità al suo rimbalzo

Nicola D’Antuono

21 Giugno 2010 - 08:30

L’euro tenta di dare continuità al suo rimbalzo

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un ritorno dell’appetito per il rischio con una volatilità moderata che ha creato i presupposti per un’ascesa interessante per gli asset più rischiosi, a partire dalla divisa europea. Tuttavia, sul finire della scorsa ottava è tornato a farsi sentire il fortissimo trend rialzista dell’oro che è stato capace di segnare nuovi record storici sopra i 1.260$ l’oncia. Anche il franco svizzero ha segnato nuovi massimi storici contro l’euro e si è apprezzato molto anche contro il dollaro americano. Senza contare il bullish trend del Bund, uno dei beni rifugio preferiti dagli investitori in questo momento considerando anche l’investimento più che sicuro in titoli di Stato tedeschi grazie a un rating altissimo (tripla “A”) in un momento di grave crisi per le finanze pubbliche dei Paesi europei. Insomma, gli investitori sono sempre sullo stato d’allerta e, mentre compricchiano qualche asset più speculativo (equity, commodity, high-yield currency), si tengono stretti gli asset più affidabili quasi come se fossero in attesa di nuove notizie poco incoraggianti dalla farraginosa struttura dell’Eurozona. Gli Stati europei stanno adottando una politica di austerità contro gli ideali keynesiani di stimolo alla spesa pubblica anche nei momenti più difficili del ciclo economico. Tutt’altro stanno facendo gli Stati Uniti che, invece, continuano ad accumulare debito. Sembra quasi stia diventando una sfida tra teorie economiche contrapposte. Chi avrà ragione lo sapremo nei prossimi mesi. Intanto, gli investitori sono sempre più disorientati e per questo si stanno affidando al rigore di Berlino (acquistando i Bund), allo status di bene rifugio del dollaro (acquistando asset denominati in valuta statunitense) e alle continue fiammate rialziste dell’oro.

Da un punto di vista tecnico, l’Euro/Dollaro sta tentando di scardinare le resistenze di area 1,2415 anche se troverebbe subito una nuova forte resistenza a 1,2450. Al momento ciò che conta di più è la tenuta di area 1,2350. Un’eventuale perdita di questi livelli potrebbe riportare le quotazioni in una range molto più basso rispetto ai valori correnti compreso tra 1,2350 e 1,2250. Comunque, le sorti di breve-medio periodo per la valuta europea sembrano ancora determinate da altre condizioni del mercato, in attesa di avere un quadro tecnico-fondamentale un po’ più chiaro rispetto a quello attuale.