Ansia per le imminenti aste dei titoli spagnoli: euro in sofferenza

Raffaele Guerra

16 Aprile 2012 - 17:36

Ansia per le imminenti aste dei titoli spagnoli: euro in sofferenza

L’euro è sceso a meno di 1.30 dollari per la prima volta in due mesi, dopo che la Spagna si è preparata a vendere fatture e obbligazioni questa settimana, fra le preoccupazioni che i leader europei non riescano a contenere la crisi del debito dell’eurozona.

La valuta europea è scesa per il secondo giorno in relazione allo yen e ha raggiunto il più basso livello dal 2010 contro la sterlina, dopo che un ministro spagnolo ha invitato la Banca Centrale Europea a fare di più per arginare la turbolenza del mercato dovuta al debito. Lo yen si è rafforzato contro tutte le controparti più importanti, dopo che il calo dei titoli asiatici ha spinto la domanda di attivi più sicuri. Lo yuan cinese si è indebolito, dopo che la banca centrale ha allargato la fascia di cambio della valuta.

«L’euro è un pò sotto pressione, con un particolare focus sulla periferia, soprattutto perché si avrà qualche emissione spagnola in questa settimana,» ha dichiarato Jeremy Stretch, capo della strategia valutaria presso la Canadian Imperial Bank of Commerce di Londra. «Il percorso di minor resistenza è ancora più basso, e stiamo probabilmente guardando la coppia euro-yen per aprire la strada a tale riguardo.»

L’euro è sceso dello 0,4% a 1,3021 dollari alle 07:12 a New York, dopo il calo a 1,2995 dollari, il più debole dal 16 febbraio. La moneta comune è scesa dello 0,6% a 105.18 yen dopo una flessione dello 0,8% il 13 aprile. L’euro è scivolato dello 0,3% a 82,24 pence dopo aver raggiunto gli 82.10 pence nel Regno Unito, il più basso livello dal settembre 2010. Lo yen è invece salito dello 0,2% a 80,75 per dollaro.

L’euro si è indebolito nei confronti di tredici dei suoi sedici concorrenti principali, dopo che il costo per assicurare il debito della Spagna è salito ad un livello record e Jaime Garcia-Legaz, vice-ministro dell’economia, ha detto, in un’intervista del 13 aprile scorso, che la BCE dovrebbe «intensificare gli acquisti di obbligazioni».

Rendimenti in ascesa

I rendimenti dei titoli spagnoli decennali hanno fatto un salto di ben 18 punti base, o 0,18 punti percentuali, al 6,16%: il livello più alto dal primo dicembre. La Spagna venderà domani i titoli a 12 e 18 mesi, prima delle aste del debito con scadenza a ottobre 2014 e gennaio 2022, previste per il 19 aprile.

Il primo ministro Mariano Rajoy sta lottando per convincere gli investitori che potrà mettere sotto controllo le finanze della Spagna dopo il rifiuto del mese scorso di raggiungere gli obiettivi di disavanzo fissati dalla Commissione Europea e dal governo precedente.

L’euro ha perso il 6,1% nell’ultimo anno secondo gli indici di correlazione ponderati di Bloomberg, ovvero è stata la valuta con la peggiore performance fra le valute di dieci paesi sviluppati prese in considerazione dall’indice. Lo yen ha guadagnato il 6,5%, e il dollaro è salito del 4,9%.

I guadagni dello yen

Lo yen è salito di più contro valute ad alto rendimento come il dollaro della Nuova Zelanda e la corona svedese, dal momento che il MSCI Asia Pacific Index (MXAP) è scivolato dello 0,9%.

«Sembra che si tema che la crisi dell’euro-zona abbia preso una svolta per il peggio», ha detto Lee Wai Tuck, strategist valutario currency alla Forecast Pte di Singapore. «Gli indici di borsa sono tutti in rosso, il che dimostra che c’è avversione al rischio in questo momento. L’interesse è quello di riacquistare lo yen», ha aggiunto.

Lo yuan cinese è sceso al massimo degli ultimi tre mesi contro il dollaro, dopo che la Banca Centrale ha raddoppiato la banda di cambio giornaliera, riflettendo il calo delle valute dei mercati emergenti.

A partire da oggi, la Banca popolare della Cina permetterà movimenti dell’1% dal livello giornaliero fisso, dopo aver mantenuto il limite dello 0,5% dal maggio 2007.

«Lo yuan è più debole in quanto gli investitori sono ancora preoccupati dall’Europa e un po’ anche dalla crescita in Cina», ha detto Tommy Ong, vice presidente senior del settore tesoro e mercati presso DBS Bank (Hong Kong). «È il momento giusto perché la Cina di ampli la fascia quando le aspettative di valutazione non sono così forti».

La valuta cinese è scesa dello 0,2% a 6,315 per dollaro dopo essere scesa oltre lo 0,35%, il massimo dal 20 gennaio.

L’indice del dollaro

L’indice del dollaro (DXY) è salito per il secondo giorno prima che le previsioni mostrassero che le vendite al dettaglio sono aumentate lo scorso mese.

Le vendite al dettaglio sarebbero salite dello 0,3% a marzo, dopo l’1,1% del mese precedente, secondo gli economisti interpellati da Bloomberg News prima della relazione del Dipartimento del Commercio.

Quattro membri del Federal Open Market Committee hanno ritenuto che la politica monetaria debba essere serrata a partire dal 2015, mentre due si sono espressi per il 2016, secondo una dichiarazione della FED del 25 gennaio. La banca centrale ha acquistato 2.300 miliardi di dollari in obbligazioni dal 2008 al 2011, in due cicli di quantitative easing.

L’indice del Dollaro, che Intercontinental Exchange Inc. utilizza per tenere traccia della performance del dollaro contro le valute dei sei principali partner commerciali degli Stati Uniti, è avanzato dello 0,2% a 80,072.

L’euro potrebbe scendere anche a 1,2805 dollari dopo essere andato oggi sotto un livello chiave di supporto, secondo Credit Suisse AG.

«La valuta è pronta a indebolire il ritracciamento percentuale a 78,6 Fibonacci della sua performance nel primo trimestre, dopo il calo a 1,3030 dollari», ha dichiarato Steve Miley, direttore di analisi tecnica a Londra, in un’intervista telefonica.

Il supporto si riferisce a una zona in cui possono essere raggruppati ordini di acquisto. Un «testa e spalla» si forma quando una valuta fa tre picchi consecutivi, con quello al centro che è il più alto. Una scollatura è disegnata sulla base di tre picchi. L’analisi di Fibonacci si basa sulla teoria che i prezzi aumentino o una diminuiscano secondo determinate percentuali dopo aver raggiunto un alto o un basso.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Bloomberg.