Le possibilità che la Grecia dichiari il default sono sempre più reali: i ministri della Finanza europei, riuniti nel meeting apertosi ieri a Bruxelles, hanno bocciato la proposta per il recupero del debito greco da parte dei creditori privati, rappresentati dall’Istituto Internazionale per la Finanza.
L’accordo con i creditori del settore privato dovrà andare avanti nella settimana, ma ad ora non si può stabilire quali ne saranno i termini. Per i ministri europei è inaccettabile la richiesta da parte dei privati di immettere nuovi bond a lunga scadenza con un rendimento del 4%. Jean-Claude Junker, attuale presidente dell’Eurogruppo, ha infatti sostenuto che il rendimento dei bond dovrà necessariamente scendere al 3,5% prima del 2020.
Insieme alle decisioni dell’Eurogruppo, le agenzie di stampa hanno battuto le dichiarazioni secche di Angel Merkel in merito a un articolo del Financial Times, secondo il quale la Germania sarebbe pronta a incrementare i fondi per i paesi dell’eurozona a 750 miliardi di euro. «Non è vero, la decisione non è stata presa», da dichiarato il portavoce della Merkel ai giornalisti Reuters.
Con il rifiuto della proposta di credito privata da parte dell’eurogruppo, si allontana la soluzione della crisi del debito greco e, mentre, le scadenze si avvicinano, cresce la possibilità che un default greco possa contagiare l’economia dell’intera eurozona. Gli effetti di un recessione europea sarebbero infatti quasi immediati e, con una situazione sospesa, il rischio stesso potrebbe portare delle conseguenze a breve termine sui mercati.
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