Nel meeting europeo di lunedì scorso, alcuni leader europei hanno tirato di nuovo in ballo l’idea dell’Eurobond come unica soluzione alla crisi dell’eurozona. Sarà utile, dunque, dare una rispolverata al tema e trarre un temporaneo bilancio.
L’Eurobond è sostanzialmente un titolo collettivo emesso dai diciassette membri dell’eurozona. In altri termini, l’Eurobond raggruppa tutto il debito pubblico dei paesi dell’euro in un singolo pacchetto.
Dal momento che contiene sia obbligazioni sul debito da parte di paesi deboli che da parte di paesi economicamente forti come la Germania, il rating collettivo dell’Eurobond si aggirerebbe fra AAA e zero. Questo implica che paesi fortemente indebitati come Grecia e Italia troverebbero l’Eurobond un sistema molto meno costoso di altri per rifinanziare il proprio debito.
A non essere d’accordo è, ovviamente, la Germania. L’Eurobond ha infatti una conseguenza negativa per i paesi la cui economia ha una valutazione alta, perchè, a causa del rating dei paesi più deboli, porterebbe a un declassamento anche del loro credito.
Con l’Eurobond ciascun paese europeo sarebbe responsabile per il debito dell’altro, facendo così preoccupare la Germania circa l’irresponsabilità fiscale di alcuni paesi.
Secondo Angela Merckel, infatti, l’Eurobond non sarebbe la soluzione alla crisi del debito: la Germania sarebbe piuttosto favorevole ad alcuni emendamenti sul trattato europeo che potrebbero, secondo il suo punto di vista, risolvere la crisi in maniera defintiva.
Ad ogni modo, il presidente della Commissione Europea Barroso ha sostenuto, nei mesi scorsi, che l’Euobond potrebbe essere l’unica soluzione per l’eurozona. Pensa, infatti, che sarebbe un grande segno di unione, di buona governance e di convergenza dei vari governi europei a favore della moneta unica.
Nello scorso novembre, Barroso ha infatti avanzato tre proproste:
1) Ristrutturare il sistema in modo che i bond nazionali siano rimpiazzati da «Bond di stabilità». Questo significa che tutti i paesi dell’eurozona dovrebbero garantire bond.
2) Emettere bond comuni dell’eurozona, ma solo ad un certo livello. Se un paese vuole emettere bond oltre questo livello dovrà effettuarne la vendita come bond nazionali ed esserne l’unico responsabile.
3) L’ultima opzione è che i paesi garantirebbero solo la condivisione dei bond. Questo significa che se un paese dichiarasse il default, gli altri non sarebbero obbligati a coprirne il debito. Ovviamente, questa è l’opzione più limitata.
In ogni caso, la Germania sarà sempre a favore di un sistema in cui ciascun governo nazionale sia responsabile del suo budget. Non è un caso che la politica fiscale che si sta promuovendo in Europa prevede che ciascun paese dell’eurozona, singolarmente, aderisca a un pacchetto di regole comuni. Infatti se uno Stato fallisce nel seguire le regole del Fiscal Compact significa anche che sarebbe incapace di partecipare all’Eurobond. E’ quindi molto possibile che la politica di unione fiscale che va delineandosi in Europa significherà la definitiva messa da parte dell’opzione Eurobond e la affermazione assoluta della linea di governance europea propugnata dalla Germania.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Piponomics