Italia: produzione industriale in calo, il peggior risultato dell’anno

Flavia Provenzani

10 Novembre 2014 - 16:01

La produzione industriale di settembre è in calo segnando un ribasso del 2,9% su base annua e del 0,9% dal mese di agosto, i dati più bassi da settembre 2013.

Italia: produzione industriale in calo, il peggior risultato dell’anno

Le imprese industriali sono in calo: è questo il messaggio lanciato oggi dall’Istat.
La produzione di settembre è in calo segnando un ribasso del 2,9% su base annua e del 0,9% dal mese di agosto, contro il calo su base mensile previsto dello 0,2%.
È il dato più basso da settembre 2013.
Nel mese di agosto la produzione industriale era cresciuta dello 0,3% su base mensile, ma comunque in caso dello 0,7% su base annua.

I dati dell’Istat
Maggiori dettagli vengono illustrati dall’Istat. Il calo più critico è per la produzione di beni e consumo con un -3,2%, a seguire i beni strumentali (-2,4%) e l’energia (-1,5%).i beni intermedi (-0,8%).
Nella media dei primi nove mesi dell’anno la produzione è scesa dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I dati più preoccupanti, anche se più prevedibili, riguardano l’attività economica. A settembre 2014 la fabbricazione di apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche (-12,8%), produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-10,1%) e dall’industria del legno, della carta e stampa (-7,0%) sono i comparti che registrano più perdita tendenziale su base annua.

Ma i dati positivi non sono un miraggio. Ecco i settori che hanno registrato una crescita tendenziale: la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+2,6%), la fabbricazione di prodotti chimici (+2,1%) e le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+1,1%).

I dati influenzano Piazza Affari.
In seguito alla pubblicazione dei dati citati che vedono la produzione industriale in seria difficoltà, l’indice Ftse Mib si conferma debole (-0,24% a 19.049 punti). Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile a 155 punti con il tasso del decennale italiano al 2,36%, meno colpito.

L’indagine firmata Markit PMI indica che in ottobre sono diminuiti gli ordini per le imprese industriali. La stessa componente manifatturiera italiana è in difficoltà, a causa della diminuzione della domanda interna. È più ottimista l’Istat, che con più fiducia per le imprese manifatturiere prevede una sostanziale stabilizzazione nell’ultimo trimestre dell’anno.

Il commento del presidente di Confindustria

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ha commentato:

“Questo dato è arrivato dopo un mese che è stato positivo.
È chiaro che siamo in una situazione dove c’è un mese giù e un mese su, il trend non è certamente positivo e purtroppo questo lo sappiamo.”

Tranquillizzano poi le dichiarazioni del centro studi di Confindustria: le oscillazioni mese per mese possono essere legate a tanti fattori.

“Aspettiamo quello che verrà nei prossimi mesi", conclude Squinzi.