Il rallentamento della crescita economica e le tensioni in arrivo dalle piazze finanziarie rappresentano un pericolo per il comparto immobiliare del Belpaese. Parola di Nomisma, che ha diffuso la terza edizione del suo Osservatorio Immobiliare.
Anche il 2018 è destinato a chiudersi con un ulteriore incremento delle compravendite di immobili, ma attenzione perché il rallentamento dell’economia e le tensioni in arrivo dalle piazze finanziarie rischiano di indebolire il comparto. Il monito arriva dal Osservatorio Immobiliare 2018 di Nomisma.
Secondo quanto riportato dallo studio elaborato dalla società di consulenza bolognese, “il rallentamento della crescita economica, associato alle incertezze scaturite dalla contrapposizione tra Governo e Commissione Europea relativamente ai contenuti del Documento di Economia e Finanza per il 2019, non potevano non produrre contraccolpi sul settore immobiliare italiano”.
Minore entusiasmo e irrigidimento dell’accesso al credito
Il presupposto fiduciario che, a partire dal 2015, ha alimentato la risalita dei livelli di attività del comparto “esce, infatti indebolito dai recenti accadimenti, pur rimanendo tuttora orientato”, rilevano gli esperti nel report, arrivato alla terza edizione.
Secondo i dati elaborati dall’istituto, il 2018 si chiuderà con un ulteriore incremento delle compravendite (+5,6%), mentre i prezzi faranno segnare una nuova lieve correzione al ribasso (in media del 0,9% annuale).
“L’affievolimento dell’entusiasmo - che aveva permesso ad una quota significativa del fabbisogno compresso di manifestarsi – e un irrigidimento delle condizioni di accesso al settore creditizio sono le due condizioni che finirebbero per indebolire ulteriormente le prospettive di risalita del mercato immobiliare”.
Necessaria un’analisi delle conseguenze delle strategie politiche
Il mercato, ricorda l’Istituto bolognese, appare tuttora positivamente orientato ma i segnali di rallentamento registrati negli ultimi mesi “impongono una riflessione in merito alle ricadute reali delle strategie di politica economica oggi in discussione”.
Nomisma rimarca come in assenza di correzioni sostanziali delle strategie di politica economica, “le tensioni finanziare rischiano di rappresentare un fattore di razionamento del combustibile che ha fin qui alimentato la risalita del mercato immobiliare”.