Italia: critiche all’austerità. Monti preoccupato, Marchionne: Il rigore non basta

Raffaele Guerra

14/05/2012

Italia: critiche all’austerità. Monti preoccupato, Marchionne: Il rigore non basta

Si moltiplicano gli appelli a Monti affinché proceda alla cosiddetta fase due del suo programma di governo: quella relativa alla crescita e alla creazione di posti di lavoro. Si aggiungono anche le ultime dichiarazioni di Sergio Marchionne, ad della FIAT, che sostiene: «Così com’è, il rigore non basta più, dopo l’austerity e l’attenzione alle spese, ora bisogna portare avanti il programma per lo sviluppo. Manca al governo la capacità di investire, però la macchina deve ripartire».
L’appello di Marchionne riguarda soprattutto il settore imprenditoriale del paese: «Se non riusciamo a mobilitare ora gli interessi industriali in questo Paese», ha dichiarato, «non ci riusciremo mai più. E se continuiamo a metterci a dieta, possiamo arrivare anche a morire».

Intanto, alle dichiarazioni di Marchionne si sono aggiunte, nelle ultime ore, le parole dello stesso Mario Monti, che si è detto preoccupato per le tensioni sociali che vanno crescendo, provocate, secondo il premier dalla «mancanza di lavoro, dala difficoltà a fare impresa e anche da una crisi profonda generata da rapide trasformazioni e dell’inevitabile disorientamento che queste comportano».
Monti non si sottrae dall’evidenziare i pericoli che la situazione italiana può avere in serbo: «Se la crisi economica non viene affrontata con convinzione», ha dichiarato, "è inevitabile che il disagio aumenti, che si registrino segni gravi di incrinatura sociale. Si tende a diffidare degli altri, che sembrano sempre meno colpiti o più fortunati.E l’insicurezza genera ripiegamento su se stessi, frustrazione, rabbia, aggressività». Il premier ha infine aggiunto che «la crisi economica può diventare pure crisi di cultura e di valori ».