L’Italia alza la voce contro l’Europa: per due motivi diversi, Mario Monti e Corrado Passera rimproverano l’Europa.
«Anche l’Italia necessita di un sostegno economico»
Il primo è il premier Mario Monti a rimproverare il ministro delle Finanze austriaco Maria Fekter, responsabile di aver dichiarato, durante un’intervista televisiva, che dopo la Spagna, anche l’Italia avrà bisogno di un sostegno. «Non abbiamo indicazioni che l’Italia farà una richiesta. Non vedo questo», ha poi tentato di correggersi, ma troppo tardi e troppo «inopportuno» a sentire il premier italiano. «Considero del tutto inappropriato che un ministro di uno stato membro della Ue commenti la situazione di un altro stato membro, perciò mi astengo dal commentare», ha dichiarato Monti.
Il ministro Passera contro la burocrazia Ue
Il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha invece bacchettato gli alti vertici burocratici dell’Unione europea, rimproverando loro di assumere un atteggiamento attendista e di agire sempre all’ultimo. La crisi è stata infatti fronteggiata da più parti attraverso una reazione forte da parte di tutti, ma c’è da indignarsi davanti al «comportamento dell’Europa che ha dimostrato di non sapere prendersi in mano e ha agito aspettando l’ultimo momento prima del dramma».
A fronte di un’austerity e di una politica del rigore sempre più severa improntata dalla Germania, dalla Bce e dal Fmi, l’Italia, forse anche sotto pressione (in molti pensano che la prossima testa a cadere sarà la nostra), fa sentire la sua voce, biasimando atteggiamenti europei che non vanno verso la direzione sperata.
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