Cos’è l’Internet of Things? Tutto quello che c’è da sapere sull’Internet delle Cose

Chiara Ridolfi

21/04/2021

19/07/2021 - 09:57

condividi

Come funziona l’Internet of Things? Andiamo alla scoperta di questo mondo e capiamo quali sono gli oggetti coinvolti ogni giorno in questo processo.

Cos'è l'Internet of Things? Tutto quello che c'è da sapere sull'Internet delle Cose

Si sente sempre più parlare dell’Internet of Things, l’internet delle Cose, che spesso entra nei discorsi della nostra vita quotidiana e per il quale può essere capitato di chiedersi: ma cos’è l’Internet of Things? Non ci si deve vergognare di non sapere cosa sia l’Internet delle Cose, dal momento che secondo una ricerca di Acquity Group sembra che ben l’87% della popolazione occidentale non abbia idea di cosa si stia parlando.

Dare una prima definizione di Internet of Things ci aiuta a comincia a capire cosa si intenda con questa dicitura: quando si fa riferimento all’internet of Things si sta parlando dell’interazione che gli oggetti riescono ad avere con altri oggetti o con le persone attraverso una connessione internet. Un concetto complesso quindi che si lega strettamente alle nuovissime proposte tecnologiche e ai nuovi prodotti del tech.
L’Internet delle Cose è il neologismo ideato per definire l’estensione di Internet al mondo degli oggetti concreti.

Nei prossimi paragrafi andremo ad approfondire cos’è l’Internet of Things, come nasce questa nuova dicitura, a che tipologie di oggetti si fa riferimento e come funziona l’Internet delle Cose. Andiamo alla scoperta di questa nuova terminologia e soprattutto di questo nuovo mondo.

Cos’è Internet of Things?

Per comprendere cos’è l’Internet of Things dobbiamo fare un passo indietro nel tempo e tornare alla vigilia del nuovo millennio, quando per la prima volta fu usato questo neologismo.Fu il ricercatore britannico Kevin Ashton, che dopo essere stato nell’azienda leader di prodotti per la casa e la persona Procter & Gamble, nel 1999 approdò al Mit, Massachusetts Institute of Technology, coniando questo termine per descrivere un sistema dove Internet è connesso al mondo fisico con una rete di sensori distribuiti.

Dopo la nascita del termine sono iniziate le prime sperimentazioni come la piattaforma Cense, Central Nervous System for the Earth, nata nel novembre del 2009 negli Hp Labs con l’obiettivo di creare un network di sensori mondiale capace di connettere oggetti e persone.
Ma per comprendere pienamente la dicitura si deve arrivare ai nostri giorni: quando lo smartwatch registra i nostri dati dopo l’attività fisica e li trasmette allo smartphone, e poi alla bilancia, quando le serrande della stanza si alzano all’ora in cui suona la sveglia, quando tramite il nostro smartphone decidiamo di regolare la temperatura dei nostri termosifoni, questo è l’Internet delle Cose.

L’espressione indica la rete delle apparecchiature e dei dispositivi connessi a Internet: non solo computer, smartphone e tablet, ma tutto ciò che può avere sensori come per il fitness, per le automobili, le radio, gli impianti di climatizzazione, gli elettrodomestici, le telecamere, i complementi d’arredo, e molto altro ancora.

E questi sono soltanto piccoli, banali esempi dell’Internet delle Cose, dal momento che i sensori su cui si basa Internet of Things consentono una molteplicità di settori applicativi, dalla meteorologia al traffico, dalla salute alla gestione domestica e l’intrattenimento.
Difatti ogni oggetti che abbia un software che gli permetta di dialogare e scambiare dati con altri oggetti ugualmente connessi sulla stessa rete rientra in questa definizione e dicitura.

L’obiettivo finale è che il mondo elettronico e informatico possa sovrapporsi a quello reale, in cui gli oggetti possano avere un’identità elettronica correlata all’ambiente fisico. Gli oggetti e i luoghi muniti di etichette Identificazione a radio frequenza (Rfid) o Codici QR comunicano informazioni in rete o a dispositivi mobili come i telefoni cellulari.
L’internet delle Cose ha l’unico scopo di migliorare la qualità della nostra vita, agevolare la quotidianità andando a svolgere mansioni per noi e ad aggiungerne altre che prima non avremmo potuto pensare di fare da soli al fine di ottimizzare ogni attività, ridurre i pericoli e limitare l’errore umano.

Inoltre l’Internet of Things può riuscire a contenere i consumi: sensori di illuminazione e climatizzazione sono in grado di percepire le condizioni climatiche e cambiare impostazioni. Un ottimo modo per riuscire a vivere in modo migliore con il Pianeta, facendoci aiutare a gestire le risorse dalla tecnologia.

leggi anche

Cos’è la domotica

Internet of Things: come lo usiamo quotidianamente

Oggetti dell’Internet of Things che utilizziamo tutti i giorni, e che in molti neanche sanno appartenere all’Internet delle Cose, sono gli smartwatch con cui leggere email e rispondere ai messaggi ricevuti sullo smartphone, occhiali interattivi, bracciali che ci localizzano e che monitorano le nostre condizioni fisiche durante lo sport o durante la giornata.

Questa è soltanto una parte di oggetti che rientra nell’Internet of Things, e sicuramente la più sviluppata in Italia, ma nel resto del mondo sono già molti gli usi quotidiani dell’Internet delle cose: telecamere di sorveglianza, termostati delle caldaie, elettrodomestici come frigoriferi, forni, lavatrici.

Google, con Google Home e altri apparecchi come Chromecast, vuole creare una casa interamente connessa: dal PC allo smartphone, dal tablet fino a Home, l’assistente domestico con cui interagire, che può riprodurre musica e svolgere per noi qualsiasi mansione. Una casa smart in cui l’accensione delle luci e i climatizzatori saranno in grado di dialogare con il mondo esterno e capire quando sarà il momento di attivarsi o di spegnersi.

Allo stesso modo Amazon vuole sviluppare una casa interattiva e ne è una dimostrazione Alexa e i suoi nuovi echo dot. Sistemi di questo tipo permettono di interagire con la sola voce e di regolare la temperatura dei termostati e dei condizionatori, di leggere una favola ai propri figli prima che si addormentino o di sapere il meteo della propria città con poche parole.

In ultimo c’è Apple, che sta cercando di creare gradualmente una rete di Internet of Things tra smartphone iPhone, tablet iPad, computer MacBook, iMac e tanto altro ancora.

Internet of Things: quali sono i pericoli?

In molti temono un sopravvento della tecnologia in stile Black Mirror ragionando che se ciò che indossiamo e ciò che utilizziamo ogni giorno dialoga comunicando dati su una rete, allora terzi potrebbero controllare anche noi stessi.

Il problema della privacy e dei dati personali, riguarda in effetti Google e altri marchi hanno accesso a ogni nostra abitudine domestica e privata, e non è da escludere che i dati dell’Internet of Things siano al sicuro.

Inoltre c’è il problema legato alle connessioni a Internet, che con l’Internet of Things diventano sempre più indispensabili. Se gli strumenti avranno anche un tipo di controllo manuale e analogico, oltre che sensoriale e connesso, il problema sarà superfluo, ma in caso contrario non avremmo più possibilità di fare qualunque cosa in caso di mancanza di connessione.

Argomenti

# Amazon
# Apple
# Google

Iscriviti a Money.it