Come diventare insegnante di sostegno? Requisiti, abilitazione TFA e novità della riforma

Come si diventa insegnanti di sostegno? Con l’approvazione delle deleghe della Buona Scuola cambiano i criteri per diventare docenti di sostegno; ecco tutte le novità.

Come diventare insegnante di sostegno? Ancora per qualche anno saranno in vigore le vecchie regole per diventare insegnanti di sostegno dopodiché, a partire dal 2019, entreranno in vigore le novità previste dalla delega che riforma il sostegno.

Ad oggi, infatti, il requisito fondamentale per diventare insegnanti di sostegno è aver conseguito l’abilitazione disciplinare. E l’unico modo per prendere l’abilitazione da insegnante di sostegno è iscriversi al Tirocinio Formativo Attivo.

Il bando per il TFA sostegno sarà pubblicato dalle varie Università nelle prossime settimane, ma sarà l’ultimo. Infatti il Miur sta per rivoluzionare i criteri e l’iter da seguire per diventare insegnanti attraverso l’approvazione di nuove regole per la formazione e il reclutamento.

A partire dal 2019, quindi, le informazioni che trovate di seguito sul percorso da seguire per diventare insegnanti di sostegno di ruolo non saranno più valide.

Ad oggi, però, si diventa insegnanti di sostegno seguendo i passi che trovate di seguito. In questo articolo, infatti, trovate tutte le informazioni al riguardo e in particolare spiegheremo quali sono le caratteristiche degli insegnanti di sostegno e quali sono i requisiti necessari per l’ammissione al corso di specializzazione. Infine proporremo un approfondimento sui bisogni educativi speciali.

Come diventare insegnante di sostegno: i requisiti

Per accedere al corso di specializzazione per insegnanti di sostegno sono necessarie determinate abilitazioni, chiarite dal Ministero dell’Istruzione, eccole:

  • laurea in Scienze delle formazione primaria (per la scuola dell’Infanzia e primaria);
  • SSIS (per la scuola secondaria);
  • COBASLID (per la scuola secondaria);
  • diplomi accademici di II livello rilasciati dalle istituzioni AFAM per l’insegnamento dell’Educazione musicale o dello Strumento;
  • diploma di Didattica della Musica (Legge 268/2002);
  • concorsi per titoli ed esami indetti antecedentemente al DDG 82/2012;
  • concorso per titoli ed esami indetto con DDG 82/2012 (esclusivamente all’atto della costituzione del rapporto di lavoro);
  • sessioni riservate di abilitazione (D.M. 85/2005, D.M. 21/2005, D.M. 100/2004; O.M. 153/1999, O.M. 33/2000, O.M. 3/2001, ecc.);
  • titoli professionali conseguiti all’estero e riconosciuti abilitanti all’insegnamento con apposito Decreto del Ministro dell’Istruzione;
  • TFA;
  • PAS;
  • diploma magistrale, diploma triennale di scuola magistrale ovvero titoli sperimentali ad esso equiparati e conseguiti entro l’a.s. 2001/02.

TFA Sostegno: informazioni, programmi e iscrizione

Per iscriversi al TFA sostegno bisogna superare un test preliminare e delle prove d’accesso, una scritta e una orale. Per prepararvi al meglio in vista delle prove di accesso, vi consigliamo di approfondire i seguenti argomenti:

  • Competenze psico-pedagogiche diversificate per grado di scuola (infanzia, primaria, secondaria primo grado, secondaria secondo grado);
  • Competenze su intelligenza emotiva;
  • Competenze su creatività e pensiero divergente, in riferimento al saper generare strategie innovative ed originali sia in ambito verbale che in quello logico-matematico;
  • Competenze organizzative in riferimento all’organizzazione scolastica e agli aspetti concernenti l’autonomia scolastica.

La prova orale, invece, verterà sui contenuti delle prove scritte e sull’approfondimento delle questioni motivazionali. Il corso ha una durata massima di 8 mesi, durante il quale l’aspirante insegnante di sostegno consegue 60 CFU.

Come diventare insegnanti di sostegno: cosa sono i bisogni educativi speciali?

L’orizzonte dell’insegnamento-apprendimento è molto mutato nell’ultimo periodo.

L’insegnamento ora si estende a quel ventaglio di possibilità che implicano tanto la ricerca di una qualità che sia sinonimo di successo formativo, quanto la cura del percorso di personalizzazione e individuazione.

In questo panorama mutato si inseriscono i bisogni educativi speciali. Ogni studente, infatti, a prescindere dalle sue effettive capacità di apprendimento o della sua intelligenza, può attraversare dei momenti (oppure ritrovarsi in una situazione permanente) di difficoltà.

Questo fa sì che lo studente fatichi maggiormente rispetto ai suoi compagni a raggiungere il suo successo formativo. Ed è in questo caso che deve intervenire l’insegnante di sostegno.
Gli studenti a cui vengano diagnosticati, dopo un’attenta analisi medico-psicologica, un deficit di apprendimento o un disturbo, rientrano in quella situazione per la quale è necessario l’intervento di un insegnante di sostegno.

In questo caso i principali disturbi sono:

  • le patologie organiche;
  • le patologie motorie;
  • le patologie sensoriali;
  • le patologie neurologiche;
  • i ritardi mentali;
  • i disturbi dello sviluppo (autismo);
  • i disturbi dell’apprendimento (dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia);
  • i disturbi del comportamento (deficit dell’attenzione e iperattività, disturbi della condotta, disturbo oppositivo-provocatorio).

Va però tenuto conto che il bisogno educativo speciale non deve essere considerato come un’etichetta da applicare a tutti quegli studenti considerati deficitari o “difficili”.

In questo modo una definizione entrata nell’uso per coadiuvare studenti in difficoltà si trasformerebbe in uno stigma. È importante invece considerare che quello del bisogno educativo speciale è una situazione in cui potenzialmente qualunque ragazzo può ritrovarsi, ed è per questo che viene richiesta una figura specializzata al fine di prendersene cura, quale quella dell’insegnante di sostegno.
Del bisogno educativo speciale può averne bisogno anche lo studente che, pur non avendo alcun deficit o sindrome legata a problemi dell’apprendimento, sta attraversando momenti difficili.
Questo tipo di difficoltà sono molto più complicate da diagnosticare e spesso includono questioni di natura:

  • linguistico-culturale;
  • economico;
  • familiare;
  • relazionale.

Diventare insegnante di sostegno: informazioni generali

Anche se come si è detto risulta complesso e delicato diagnosticare le difficoltà di uno studente e stabilire se e come intervenire, vi sono tre indicatori di cui l’insegnante di sostegno deve tenere conto:

  1. il danno: provocato da un funzionamento problematico tale per cui il soggetto interessato riceve o provoca ad altri un danneggiamento dell’integrità fisica, psicologica e relazionale;
  2. il pericolo: che corrisponde a un funzionamento che limita o impedisce lo sviluppo del soggetto;
  3. lo stigma sociale: peggioramento dell’immagine sociale del soggetto che vive il disturbo o lo svantaggio con conseguente stigmatizzazione negativa da parte del gruppo di cui fa parte.

Come diventare insegnante di sostegno? Nuove regole a partire dal 2019

Nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri ha approvato le leggi delega previste dalla Buona Scuola, tra cui spicca quella che riforma il sostegno.

Con l’entrata in vigore della riforma cambieranno anche le norme per diventare insegnanti di sostegno. Nel dettaglio, il primo step da seguire è quello di partecipare ad un concorso pubblico nazionale indetto su base regionale o interregionale.

Tuttavia, per partecipare a questi concorsi bisognerà avere un titolo specifico. Nel dettaglio, per diventare insegnanti di sostegno nella scuola d’infanzia o primaria, è necessario seguire un “corso di specializzazione didattico e l’inclusione scolastica” a cui possono partecipare solamente i laureati della magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria che abbiano conseguito ulteriori 60 crediti formativi universitari relativi alle didattiche dell’inclusione.

Il corso di specializzazione ha una durata annuale ed è strutturato in 60 crediti formativi universitari, comprensivi di almeno 300 ore di tirocinio (corrispondono a 12 CFU).

Per diventare docente di sostegno nella scuola secondaria (sia di primo che di secondo livello) c’è bisogno di un “corso di specializzazione in pedagogia e didattica”.

Anche a questo possono partecipare solamente i laureati magistrale a Scienze della Formazione Primaria. Il percorso è annuale nel corso del quale bisognerà conseguire 60 CFU, comprensivi di almeno 300 ore di tirocinio.

Gli aspiranti docenti di sostegno che superano il concorso saranno ammessi ad un successivo percorso triennale di formazione iniziale e tirocinio.

Infine. i candidati dovranno superare una procedura di accesso ai ruoli a tempo indeterminato, previo superamento delle valutazioni intermedie e finali del percorso formativo.

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Argomenti:

Scuola Insegnanti

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