L’India continuerà a pagare il petrolio iraniano in valuta estera fino a che le sanzioni dell’Unione Europea non entrino in vigore nel mese di luglio, quando gli acquirenti inizieranno a utilizzare le rupie, secondo due fonti anonime con conoscenza della questione.
L’India rinuncerà alle imposte sui pagamenti in rupie per il greggio: questo è quanto i vertici del paese hanno dichiarato nel bilancio reso pubblico lo scorso 16 marzo. Questo ha sollevato delle speculazioni circa il fatto che gli speculatori potrebbero iniziare la loro fattura di liquidazione petrolifera con l’Iran in valuta locale al fine di evitare sanzioni internazionali. Mentre l’India potrebbe cominciare a pagare circa il 45% del petrolio in rupie dal prossimo mese, i paesi preferiscono usare nei traffici valute straniere, come l’euro. Questo hanno dichiarato le fonti anonime intervistate da Bloomberg News, rifiutando di essere identificate, perché le informazioni sono confidenziali.
L’India, che è attualmente il secondo più grande cliente dell’Iran per quanto riguarda l’oro nero, sta cercando di mantenere gli scambi bilaterali a fronte di crescenti sanzioni economiche e finanziarie nei confronti della Repubblica islamica a causa del suo programma nucleare, che gli Stati Uniti e i loro alleati sostengono che sia una copertura per costruire armi atomiche. L’Iran, al contrario, si difende continuando ad affermare che il programma ha esclusivamente finalità civili.
Per quanto riguarda l’India, che si basa su importazioni per quasi l’80% del suo fabbisogno di petrolio, il paese ha incontrato delle difficoltà a trovare delle banche disposte a trasferire i pagamenti in Iran dopo che la Reserve Bank of India nel dicembre 2010 ha smantellato un meccanismo di risoluzione degli scambi in euro e dollari.
Maggiore pressione da parte degli Stati Uniti potrebbe portare le raffinerie indiane ad avviare i pagamenti in rupie prima del previsto, prima che le sanzioni dell’UE entrino in vigore, hanno dichiarato le fonti intervistate.
Sarà necessario prestare attenzione agli sviluppi del commercio del petrolio in India, dal momento che vi pesano considerevoli equilibri geopolitici. L’amministrazione americana del presidente Barack Obama chiede infatti che Cina, India e altre dieci nazioni del blocco asiatico presentino in dettaglio i loro piani su come saranno ridotte le importazioni di petrolio iraniano. Gli Stati Uniti hanno infatti recentemente affermato che gli ultimi tagli non sono sufficienti per avere quei paesi al d fuori dall’esclusione che verrebbe determinata dalla applicazione dalle nuove sanzioni statunitensi. Intanto, mentre l’India non ha chiesto ai suoi raffinatori di fermare l’acquisto di greggio iraniano, il governo ha detto che i processori nella paese del sud-est asiatico stanno cercando forniture alternative e sono ormai volti a ridurre gradualmente la dipendenza dall’Iran proprio a causa della crescente pressione degli Stati Uniti: questo è quanto hanno dichiarato tre funzionari indiani con diretta conoscenza della situazione lo scorso 23 marzo. Ancora l’ultima parola non è detta sulla crisi del greggio iraniano e importanti equilibri dell’economia globale sono in bilico.
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