La produzione industriale dell’India è inaspettatamente salita a gennaio al ritmo più rapido degli ultimi sette mesi, nonostante abbia dovuto fronteggiare tassi di interesse più alti dal 2008 e una crescita globale decisamente indebolita.
L’output (INPIINDY) di fabbriche, miniere e utility è avanzato del 6,8% rispetto all’anno precedente, dopo un nuovo incremento del 2,5% nel mese di dicembre: questo è quanto ha dichiarato l’Ufficio Centrale di Statistica in una dichiarazione di questa mattina a Nuova Delhi. Il dato ha superato tutte le ventisei stime registrate in un sondaggio di Bloomberg News.
Alcuni analisti, però, raffreddano gli animi. «Le cifre della produzione sono molto volatili e non darei troppo peso a questi numeri», ha dichiarato Sabnavis Madan, capo economista di Credit Analysis & Research Ltd. a Mumbai. «Il trend di crescita globale rimane ancora debole”, ha aggiunto, “e la Reserve Bank of India attenderà fino ad aprile prima di intraprendere una qualsiasi azione sui tassi d’interesse, fino ad allora avrà maggiori informazioni sul deficit di bilancio e sull’inflazione».
Il ministro delle finanze Pranab Mukherjee presenterà il bilancio per il prossimo anno fiscale il giorno dopo che la Reserve Bank valuterà i tassi. La banca centrale ha segnalato che i passi per affrontare le pressioni sui prezzi colmando il disavanzo di bilancio possono sostenere i suoi sforzi per tagliare i costi finanziari.
Il prodotto interno lordo dell’India è salito del 6,1% nell’ultimo trimestre rispetto all’anno precedente, il ritmo più lento in più di due anni. E’ salito dell’8,4% nell’ultimo anno fiscale.
La Reserve Bank of India ha aumentato il tasso di riacquisto da un record di 3,75 punti percentuali dal marzo 2010 a ottobre 2011, all’8,5%, per abbassare il costo della vita.
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