Dopo un inizio di seduta poco promettente, complice la forte discesa della Borsa di Tokyo (in ribasso di oltre due punti percentuali), le maggiori piazze finanziarie hanno rialzato la testa grazie anche al buon andamento di Wall Street che viaggia poco sotto il punto percentuale di rialzo. Le valute rifugio, come yen e franco svizzero, hanno tirato un po’ il fiato lasciando spazio ai tentativi di ripresa delle valute a maggior rendimento (aud, nzd e cad, quest’ultimo sempre più forte) e di quelle con rischi più elevati (come euro e sterlina). L’euro/dollaro, intanto, ha trovato un discreto supporto in area 1,2660 e, grazie alla presenza di una netta divergenza prezzi-momentum, è riuscito ad avvicinarsi al test di area 1,2780 anche se il quadro tecnico di breve periodo resta ampiamente favorevole alla divisa americana.
Da sottolineare il buon andamento della sterlina britannica che sembra nettamente in ripresa dopo diverse sessioni caratterizzate da poca direzionalità. Il tasso di cambio gbp/usd sembra aver trovato un buon punto d’appoggio in area 1,53 e da qui è subito partito un bel trend emergente rialzista fino sopra 1,55. Tuttavia, con i prezzi alle prese con una resistenza dinamica derivante dalla trendline ribassista sul grafico a 4 ore, si rischierebbe di rivedere le quotazioni su livelli molto più bassi di quelli attuali se non dovesse avvenire un breakout decisivo. In caso di rottura, possiamo ipotizzare un target di breve periodo almeno in area 1,57.
Infine, occhio al possibile breakout dei precedenti massimi storici dell’oro che oggi ha superato area 1.262$. Il sempre più luccicante lingotto attira l’attenzione degli investitori come bene rifugio, nel caso in cui dovessero esserci colpi di coda della crisi del debito in Europa e nel resto del pianeta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA