In arrivo il nuovo report NFP sull’occupazione USA

Raffaele Guerra

3 Febbraio 2012 - 12:54

In arrivo il nuovo report NFP sull’occupazione USA

Si avvicina il report mensile NFP (Nonfarm Payroll), la stima statunitense sullo stato degli impieghi remunerati in aziende e agenzie governative al di fuori del settore agricolo.

Nell’ultimo report, rilasciato a dicembre, veniva registrata la nascita di duecentomila nuovi posti di lavoro negli USA. Si è trattato di un dato storico nei report NFP.

Alcune voci sostengono che a gennaio siano stati creati centocinquantamila nuovi posti nel mercato del lavoro statunitense, ma, dato il report sullo scorso dicembre, questo non dovrebbe destare sorpresa.

Lavori da vacanza in programma?

Il mercato del lavoro statunitense registra storicamente un’impennata a dicembre, dal momento che l’industria del turismo crea nuovi posti di lavoro per far fronte alla domanda durante le vacanze. Ha infatti creato 46300 nuovi impieghi a dicembre 2010 e 30100 nel 2009, per vedere tutti questi posti di lavoro sfumare a gennaio.

Dando uno sguardo ai quarantaduemila posti di lavoro aggiunti nell’industria del turismo lo scorso dicembre, la prospettiva di centocinquantamila per il prossimo NFP sembra buona.

I ritiri dalla forza lavoro

La stima dice che il tasso di disoccupazione rimarrà al suo punto più basso degli ultimi trentacinque mesi, l’8,5%. Si tenga presente che il tasso di disoccupazione ha regitrato una grande flessione negli ultimi dodici mesi (nel dicembre 2010 era al 9,4%). Ciò non significa necessariamente che la popolazione abbia trovato un posto di lavoro. Infatti, i ritiri dalla forza lavoro hanno giocato un grande ruolo, se non il più grande, in questo considerevole abbassamento del tasso di disoccupazione.

Oggi c’è meno gente in cerca di un posto di lavoro, come risulta evidente dal tasso di partecipazione sceso al 64%.

Per guardare in prospettiva ai dati odierni, si pensi che il tasso di partecipazione del 2007 era del 66%, mentre il tasso di disoccupazione era solo al 5%.

Il tasso all’8,5%, però, dà un’immagine distorta del reale stato del mercato del lavoro. Infatti il membro della FED William Dudley ha recentemente dichiarato che il declino nel tasso di disoccupazione avrebbe potuto surclassare il miglioramento delle condizioni in cuui versa il mercato del lavoro.

Ciò che vogliamo sostenere è, in defintiva, che il tasso di disoccupazione non deve essere considerato come un dato assoluto e che non bisogna meravigliarsi se negli Stati Uniti continua a rimanere basso.

Guardando i numeri

Pensiamo che se a gennaio si registrerà un incremento di sei punti, la Federal Reserver provvederà a un ulteriore intervento di quantitative easing.

Sebbene nessuno si aspetti un numero inferiore a centomila nel prossimo NFP, se davvero si dovrebbe registrare una cifra inferiore, la cosa allarmerebbe non poco la FED che farebbe pressioni sulla banca centrale per procedere con il QE3 il prossimo mese.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Piponomics