Il Wall Street Journal boccia Mario Monti: luna di miele finita

Daniele Sforza

13/06/2012

Il Wall Street Journal boccia Mario Monti: luna di miele finita

Il Wall Street Journal redige la cronaca del crepuscolo del premier italiano Mario Monti. «La luna di miele è già finita», recita il quotidiano, dichiarazione suffragata da una foto emblematica, che mostra il Professore con i pugni sui fianchi, mentre probabilmente si tira su i pantaloni: la metafora è chiara, limpida, quasi spiazzante. L’Italia ha le braghe calate e rischia di restare in mutande.

L’aura di Monti sembra svanire

«Negli ultimi giorni», scrive Stacy Meichtry «l’aura che finora ha circondato Monti sembra svanire, con gli investitori e i parlamentari italiani che guardano con occhio critico ai problemi irrisolti in agenda, come la riforma del lavoro, i tagli alla spesa pubblica e i piani per modernizzare la giustizia».

L’aura che ha circondato Mario Monti è del tutto scomparsa, recita il titolo, e l’Italia si appresta a combattere la crisi, per evitare di essere la prossima tessera del domino a cadere dopo Italia e Spagna.

Con lo spread alle stelle e Piazza Affari che ha chiuso per due giorni consecutivi in rosso (prevista una chiusura in negativo anche per oggi), dopo le dichiarazioni del ministro delle Finanze austriaco, Maria Fekter che profetizza una prossima richiesta di aiuti da parte di Roma dopo Madrid, e dopo la difesa estenuante (che rivela qualche stress di troppo) di Mario Monti e Corrado Passera contro gli alti vertici europei (incapaci di reagire), il Belpaese è nel mirino della speculazione e riempie le prime pagine di quotidiani e giornali telematici. Tutto lascia pensare che sarà proprio l’Italia la prossima a cadere, un processo irreversibile e inevitabile i cui effetti devastanti si vedranno a cominciare dal 18 giugno, il temuto day-after del voto greco.

L’economia moribonda di Roma

L’economia italiana è un’economia «moribonda», così la definisce il Wall Street Journal, e l’appoggio di investitori e politici a Monti sembra ormai essere svanito del tutto. Se ne accorge tardi il giornale americano: solo all’inizio del suo mandato, l’Italia del professor Monti sembrava aver convinto tutti, ma è bastato poco perché gli effetti benefici dei primi giorni si volatilizzassero, a cominciare dalla situazione interna: aumento delle tasse, Imu e rigore fiscale, imprese fallite, la lotta contro Equitalia, i partiti dissidenti riguardo all’Imposta municipale unica che non hanno mancato di dare vita alle loro proteste.

La leadership di Monti è stata una leadership soprattutto «europea», ma destinata inevitabilmente a ripercuotersi sugli italiani e sui risparmiatori. L’aura di Monti e del governo tecnico è ben presto svanita e difficilmente risalirà la china, soprattutto se, come affermato da più parti, l’Italia ha cominciato a ruzzolare verso la valle dei caduti.