ISEE corrente: quando conviene richiederlo?

Antonio Cosenza

27 Gennaio 2021 - 14:56

condividi
Facebook
twitter whatsapp

ISEE corrente per aggiornare la propria posizione economica agli occhi dell’INPS: è sempre conveniente richiederlo, ma non sempre è possibile farlo.

ISEE corrente: quando conviene richiederlo?

L’ISEE corrente in alcune circostanze potrebbe essere l’unica soluzione per percepire bonus o delle prestazioni assistenziali riconosciute dallo Stato, come pure per il riconoscimento di determinate agevolazioni. Come noto, infatti, lo Stato vincola la percezione di alcuni trattamenti assistenziali all’ISEE; questo è l’unico indicatore che - tenendo conto di redditi e patrimoni - ci dice qual è la situazione economica del nucleo familiare.

Il problema dell’ISEE è che fa riferimento ai redditi e patrimoni percepiti due anni prima; non si tratta quindi di una fotografia attuale, in quanto non tiene conto di eventuali miglioramenti - o anche peggioramenti - della situazione economica del nucleo familiare che potrebbero essersi verificati negli ultimi 12 mesi.

A tal proposito, c’è il rischio che un particolare bonus non venga riconosciuto in quanto i redditi nel 2019 erano molto alti, senza valutare se nell’ultimo anno c’è stato un peggioramento. Pensiamo a chi nel 2020 ha subito un notevole calo dei redditi causa Covid: in che modo è possibile far presente questa situazione così da poter aggiornare la propria situazione economica agli occhi dell’INPS? L’unica soluzione è quella offerta dall’ISEE corrente, un indicatore che - in determinate circostanze - consente di prendere come riferimento un arco di tempo meno ampio.

ISEE corrente: quando conviene richiederlo

L’ISEE corrente è quello strumento con cui è possibile aggiornare il valore dell’ISEE ordinario nel caso in cui la situazione lavorativa o economica sia peggiorata rispetto a quella di due anni prima (presa appunto come riferimento per l’ISEE ordinario).

Detto questo, non solo è ovvio che conviene presentare l’ISEE corrente nel caso in cui la situazione economica dell’ultimo anno sia peggiore rispetto a quella di due anni prima, ma va detto che questa è anche l’unica condizione che giustifica la richiesta di questo indicatore.

Affinché si possa fare richiesta dell’ISEE corrente, infatti, deve essersi verificata una delle seguenti condizioni:

  • una variazione dell’attività di lavoro autonomo o dipendente (o di trattamenti assistenziali, previdenziali o indennitari, anche esenti IRPEF),
  • in alternativa una variazione del reddito complessivo del nucleo familiare superiore al 25%.

Soddisfare una delle seguenti condizioni non è però sufficiente. Serve che anche per un solo componente del nucleo familiare si sia verificato uno dei seguenti eventi:

  • cessazione, sospensione o variazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato di uno dei componenti del nucleo familiare;
  • cessazione di un rapporto di lavoro a tempo determinato, purché tale impiego sia durato almeno 120 giorni nei 12 mesi precedenti;
  • cessazione di un rapporto di lavoro autonomo durato almeno 12 mesi consecutivi.

Chi ne soddisfa i requisiti, quindi, può presentare l’ISEE corrente: e dal momento che questo si può richiedere solo in caso di variazione negativa del reddito ne consegue che l’indicatore sarà inevitabilmente più basso rispetto a quello ordinario.

Detto ciò, quando possibile è sempre conveniente richiedere l’ISEE corrente in quanto avendo un ISEE più basso si può godere di un maggior numero di agevolazioni e bonus o comunque si hanno maggiori possibilità di aumentarne l’importo.

ISEE corrente: cosa serve?

Va comunque chiarito che per fare la richiesta dell’ISEE corrente serve aver già richiesto l’ISEE ordinario. Solo dopo aver ottenuto questa attestazione ISEE si potrà chiedere l’aggiornamento presentando quello corrente, per il quale saranno necessarie le seguenti informazioni:

  • certificazione attestante la variazione della condizione lavorativa (lettera di licenziamento, chiusura partita IVA ecc.) o comunque la variazione del trattamento (comunicazione con data e tipo di variazione). Serve, quindi, la prova che sussiste il requisito essenziale per la richiesta dell’ISEE.
  • indicazione di quanto percepito nei 12 mesi precedenti alla presentazione dell’ISEE corrente (buste paga,certificazione lavoro autonomo), nel quale devono essere compresi i trattamenti assistenziali previdenziali e indennitari a qualunque titolo, percepiti da amministrazioni pubbliche, incluse le carte di debito assistenziali.

Argomenti

# ISEE

Iscriviti alla newsletter

Money Stories