IPO Fineco: sbarco in borsa il 2 luglio. Primo broker in Europa, attesi dividendi generosi

Nicola D’Antuono

23 Giugno 2014 - 06:52

A inizio luglio Fineco sbarcherà a Piazza Affari. L’approdo sul listino di Borsa Italiana avviene in un momento favorevole. Cosa aspettarsi dal primo broker europeo?

IPO Fineco: sbarco in borsa il 2 luglio. Primo broker in Europa, attesi dividendi generosi

Giovedì 26 giugno terminerà l’Opv di Fineco, che così il 2 luglio inizierà ad essere scambiato ufficialmente a Piazza Affari. La società è una banca diretta online, prima nel suo genere in Italia quando nel 1999 iniziò a muovere i primi passi con un nuovo modello di business e oggi primo broker in Europa con 916.000 clienti totali. Fineco non è facile da paragonare ad altri operatori finanziari italiani, in quanto è un player che ha un business diversificato con asset complessivi da 45,6 miliardi di euro, ricavi da oltre 370 milioni di euro e utili per 85,2 milioni di euro. L’attività di brokeraggio lo colloca ai vertici europei con 144mila clienti e 20 milioni di ordini eseguiti. In Italia è leader del mercato con una fetta del 23%. La rete di promotori finanziari conta 2500 consulenti.

La società fa parte del gruppo Unicredit, che venderà il 30% per incassare circa 800 milioni di euro. Dopo la fase di collocamento, la banca di Piazza Cordusio resterà in ogni caso l’azionista principale di Fineco con il 70% del capitale sotto controllo. Da un punto di vista dell’analisi di bilancio, Fineco piace molto agli analisti che la giudicano una compagnia sana e con una solida basa per continuare a crescere in futuro. Gli esperti calcolano che Fineco elargirà utili per azione ai propri finanziatori pari a 0,29€ nel 2014 e a 0,39€ nel 2015. L’amministratore delegato Alessandro Foti ritiene che nei prossimi anni Fineco sarà in grado di offrire ancora dividendi molto generosi, rispettando sempre i ratio patrimoniali richiesti dalla normativa.

Investire in Fineco potrebbe così essere un buon affare in prospettiva, anche se in sede di Ipo solo il 10% del capitale offerto finirà nelle mani dei piccoli risparmiatori privati. La forchetta di prezzo è stata fissata tra 3,5€ e 4,5€, che valorizza la società a 3/4 volte il patrimonio, mentre altre banche quotate oggi sono valorizzate a un ratio prezzo/patrimonio inferiore a uno. Tuttavia in Italia l’unico competitor che si avvicina al business di Fineco è Mediolanun, con la sua banca e rete di promotori finanziari. Qui il rapporto prezzo/patrimonio è più o meno simile. All’estero il competitor principale è Charles Schwab, colosso americano dell’intermediazione finanziaria. In Italia si avvicinano al business di Fineco anche Azimut e Banca Generali.