Come non pagare l’IMU?

Esistono diverse modalità per non pagare l’IMU e la TASI, le due imposte sulla casa. Tra scelte rischiose, ed agevolazioni previste dalla legge, vediamo quali sono le vie per non versare in tutto o in parte l’importo dovuto.

Come non pagare l'IMU?

IMU, come non pagare l’odiata tassa sulla casa?

Con l’avvicinarsi della scadenza del saldo, fissata al 16 dicembre, e con le novità in arrivo dal 2020, non c’è dubbio sul fatto che sia l’Imposta Municipale Propria uno dei temi protagonisti del mese.

L’IMU, insieme alla TASI, costituisce la principale imposta a carico di chi possiede una casa. Ormai da anni è esente dall’imposizione fiscale l’abitazione principale, ad eccezione degli immobili di lusso.

Oltre ad esser conosciuta come una delle tasse più odiate dagli italiani, l’IMU è anche una di quelle più evase, con un totale di 5,1 miliardi di mancate entrate per le casse dello Stato.

Sono diverse le strategie messe in atto con l’obiettivo di non pagare l’IMU, come il caso delle finte separazioni o dei spostamenti fittizi di residenza tra coniugi in immobili situati in comuni diversi.

Per “sfuggire” all’IMU e alla TASI è tuttavia possibile scegliere la via della legalità, ed attuare scelte fiscali che si rivelano particolarmente convenienti nel lungo periodo.

Come non pagare l’IMU: con il comodato d’uso gratuito riduzione del 50%

Non pagare totalmente l’IMU è difficile; meno complesso è invece accedere a sconti ed agevolazioni fiscali che, sebbene non facciano venir meno l’obbligo di versare una quota delle tasse sulla casa, consentono di risparmiare somme considerevoli alla fine dell’anno.

È possibile non pagare l’intero importo dell’IMU dovuta nel caso di concessione dell’immobile non esente in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta di primo grado.

Per gli immobili concessi in comodato tra genitori e figli, sia per l’IMU che per la TASI è riconosciuto uno sconto del 50% sul totale dell’imposta dovuta. Si ricorda che per beneficiare dell’agevolazione è necessario che vengano rispettati determinati requisiti:

  • l’immobile deve essere utilizzato dal comodatario come abitazione principale;
  • l’immobile concesso in comodato d’uso gratuito non deve rientrare tra le categorie catastali di lusso (A/1, A/8 e A/9);
  • il comodante deve possedere un solo immobile in Italia oltre alla casa principale;
  • il comodante deve avere residenza e dimora abituale nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato d’uso;
  • il comodante deve presentare la dichiarazione Imu per attestare il possesso dei requisiti sopra indicati.

Come non pagare l’IMU: ottimizzare il patrimonio immobiliare tra parenti con cessioni e donazioni

Esistono altre modalità totalmente legali per non pagare le tasse sulla casa. Una tra le più note è l’“ottimizzazione del patrimonio immobiliare” tra parenti.

Si pensi ad un contribuente possessore di due immobili, il primo esente IMU e TASI mentre il secondo sottoposto all’obbligo di pagamento. Per evitare il notevole esborso monetario annuale, si può scegliere di donare l’immobile ad un figlio.

Se questi trasferirà nell’immobile donato la sede della propria abitazione principale, potrà beneficiare dell’esenzione previste per le prime case.

Ovviamente, nel caso in cui si optasse per questa scelta con l’obiettivo di non pagare l’IMU o la TASI, è bene considerare che le donazioni sono quasi sempre irrevocabili, e pertanto sarà fondamentale valutare caso per caso quando conviene e quando no.

Modifiche catastali per non pagare l’IMU: immobili collabenti F2

Esiste un terzo caso, o meglio sarebbe dire una terza condizione, per non pagare l’IMU.

Sono esonerati dal pagamento delle imposte sulla casa gli immobili collabenti (categoria catasle F2). Si tratta di edifici privi di rendita catastale in quanto non in grado di produrre reddito in quanto in stato di particolare degrado.

Si pensi, ad esempio, a ruderi, immobili demoliti in parte, con il tetto crollato. Insomma, nel caso di possesso di una casa inutilizzabile o inagibile, è possibile richiedere una revisione della categoria catastale per sfuggire al prelievo IMU e TASI.

Come non pagare l’IMU: le finte residenze nel mirino della Legge di Bilancio 2020

Quelle fin qui elencate sono ipotesi del tutto legali, che consentono al contribuente di risparmiare sulle imposte dovute senza correre il rischio di contestazioni da parte del Fisco.

Non tutti però scelgono la via del giusto per non pagare l’IMU. Un caso tra tutti è quello delle finte separazioni o meglio dei cambi di residenza fittizi, balzato agli onori della cronaca per la stretta in arrivo con la Legge di Bilancio 2020.

Sono diversi i coniugi che, per non pagare le tasse sulla seconda casa posseduta, dichiarano di avere residenze separate, di modo che ambedue gli immobili - situati in comuni diversi - siano considerati abitazione principale ed in quanto tali esenti.

Il fenomeno delle finte prime case è tutt’altro che marginale, ed è per questo che la Legge di Bilancio 2020 introdurrà la possibilità di fruire dell’esonero IMU soltanto per la prima casa del “nucleo familiare”.

In altre parole, ogni famiglia potrà avere una sola abitazione principale sulla quale non pagare l’Imu, anche se la seconda casa si trova fuori dal territorio del Comune di residenza.

Non è chiaro se il Governo inserirà o meno la stretta tra le novità della Manovra; quel che è certo è che l’obiettivo è contrastare quei comportamenti elusivi finalizzati a non pagare l’IMU.

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