I peggiori ETF ed ETC del mese

Redazione ETF

05/12/2023

Scopriamo insieme i peggiori ETF ed ETC presenti sul mercato e i temi che hanno maggiormente risentito delle dinamiche di periodo.

I peggiori ETF ed ETC del mese

Novembre ha rappresentato un mese di significative sfide per diversi ETF, con alcuni settori che hanno mostrato particolari difficoltà.

In questo articolo, esamineremo i fattori che hanno determinato questi cali e i fondi a gestione passiva che hanno registrato le maggiori perdite, analizzando le cause e le possibili prospettive future.

Il barometro della volatilità

In cima alla lista dei peggiori ETF di novembre troviamo i prodotti legati alla volatilità, al Vix in particolare, che hanno subito flessioni intorno al 30%.

Questi fondi, che tracciano la volatilità del mercato azionario americano, hanno risentito in modo particolare l’andamento del sottostante. Quest’ultimo ha raggiunto i livelli più bassi dallo scoppio della pandemia nel marzo 2020, suggerendo un possibile ottimismo degli investitori per il 2024.

La riduzione della volatilità potrebbe indicare un’inversione di tendenza verso un maggiore appetito al rischio, con potenziali impatti positivi su azioni e obbligazioni. I prodotti però, sono crollati durante tutto il mese.

ETF sul Gas Naturale

Un’altra categoria che ha sofferto a novembre è stata quella degli ETF legati al mercato del gas naturale statunitense, in particolare quelli correlati all’Henry Hub.

La produzione record e le previsioni di un clima mite hanno spinto i prezzi al ribasso, influenzando negativamente cinque strumenti di questo settore.

La bassa domanda di riscaldamento e la capacità delle utility di accumulare scorte hanno aggravato la situazione. Anche in Europa, dove le scorte di gas sono al massimo, si prevede una possibile tensione sui prezzi energetici nei mesi invernali.

Palladio

Infine, il settore del palladio ha mostrato segni di debolezza, con il prezzo sceso sotto i 1.000 dollari l’oncia per la prima volta in cinque anni. La domanda di palladio, ampiamente utilizzato nell’industria automobilistica, è diminuita a causa del rallentamento delle vendite di auto, dell’aumento dei veicoli elettrici e della transizione verso alternative più economiche come il platino.

Questo trend riflette le sfide che il settore automobilistico sta affrontando, con implicazioni dirette per gli investitori in metalli industriali.

Il mese di novembre ha evidenziato come diversi fattori, tra cui le condizioni climatiche, le tendenze del mercato automobilistico e le aspettative degli investitori, possano influenzare significativamente il rendimento degli ETF. Mentre alcuni settori hanno mostrato segni di debolezza, è importante per gli investitori rimanere attenti alle dinamiche di mercato e alle potenziali opportunità di rialzo che potrebbero emergere in seguito a questi periodi di volatilità.

Vediamo alcuni dei prodotti peggiori nel dettaglio.

1. WisdomTree Natural Gas ETC

Iniziamo con il WisdomTree Natural Gas ETC. Questo ETC, che gestisce un patrimonio di circa 104 milioni di euro, si propone di fornire esposizione al mercato del gas naturale attraverso la replica dell’indice Bloomberg Natural Gas.

Il suo approccio di replica sintetica, basato su swap, implica che invece di detenere fisicamente i contratti future sul gas naturale, l’ETC entra in accordi di swap per cercare di catturare la performance dell’indice. Questa strategia può introdurre un livello di rischio di controparte, oltre ai rischi intrinseci del mercato del gas naturale.

La volatilità annuale estremamente elevata del 150,10% è un riflesso diretto della natura imprevedibile di questo mercato, che può essere influenzato da fattori come le politiche energetiche, la geopolitica e le dinamiche di offerta e domanda globali. Questi fattori hanno contribuito alla performance negativa dell’ETC in novembre, mettendo in luce i rischi associati agli investimenti in commodity energetiche in un contesto di mercato incerto.

2. Lyxor S&P 500 VIX Futures Enhanced Roll

Il Lyxor S&P 500 VIX Futures Enhanced Roll UCITS ETF - Acc mira a fornire esposizione alla volatilità del mercato azionario, replicando l’indice S&P 500 VIX Futures Enhanced Roll. Con un patrimonio gestito di circa 69 milioni di euro e un TER dello 0,60% annuo, questo ETF adotta una strategia di replica sintetica, utilizzando swap per cercare di catturare la performance dell’indice. L’indice stesso è progettato per offrire un’esposizione economica alla volatilità attraverso una strategia di rotazione dinamica dei future VIX a breve e media scadenza.

3. WisdomTree Physical Palladium ETC

Infine, il WisdomTree Physical Palladium ETC si concentra sul mercato del palladio. Gestendo un patrimonio di circa 119 milioni di euro e con un TER dello 0,49% annuo, questo ETC adotta una strategia di replica fisica, detenendo fisicamente il palladio per replicare la performance dell’indice Palladium.

Nonostante questa strategia diretta, la performance dell’ETC è stata negativamente influenzata dal calo della domanda di palladio, legato al rallentamento delle vendite di auto e all’aumento dei veicoli elettrici, che richiedono meno palladio rispetto ai veicoli tradizionali. Inoltre, alcuni produttori di auto stanno passando al più economico platino.

Questi fattori, combinati con la volatilità annuale del 36,20%, hanno contribuito alla performance negativa dell’ETC in novembre, riflettendo le sfide del mercato dei metalli preziosi in un contesto di cambiamento tecnologico e di preferenze dei consumatori.

In conclusione, questi tre ETF hanno mostrato performance sfavorevoli in novembre a causa di una combinazione di fattori di mercato specifici e volatilità settoriale. Questi esempi evidenziano l’importanza di una valutazione attenta dei rischi e delle condizioni di mercato quando si investe in ETF, specialmente in settori altamente volatili come l’energia, la volatilità del mercato azionario e i metalli preziosi.

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