Brutte notizie per i Forex trader: lo stato italiano sembra infatti aver deciso di mettere una toppa sul vuoto legislativo per cui i profitti sul Forex non sarebbero tassabili.
Stando a quanto raccolto su diverse fonti:
«La negoziazione sul forex implica rapporti finanziari che possono generare, da un evento incerto, differenziali positivi e negativi. Le plusvalenze conseguite dalla compravendita di valute a pronti attraverso i contratti denominati rolling spot hanno quindi rilevanza reddituale. Nella sostanza si tratta di tutte le operazioni overnight, quelle che durano più di una seduta. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 67/E del 6 luglio, chiarisce il corretto trattamento fiscale da applicare ai differenziali positivi e negativi che scaturiscono a seguito delle operazioni concluse sul mercato monetario Forex. Il documento evidenzia, in via preliminare, che le operazioni di compravendita descritte nell’istanza di interpello sono dei contratti, conclusi online, per i quali il cliente, volendo mantenere oltre la giornata lavorativa le posizioni di mercato assunte, dà ordine di chiusura delle operazioni giornaliere e di riapertura della posizione per il giorno successivo (contratti rolling spot). Pertanto, le plusvalenze realizzate alla fine della giornata tramite contratti rolling spot vanno dichiarate nella sezione II del quadro RT di Unico e scontano l’imposta sostitutiva nella misura del 12,50 per cento. Le minusvalenze e i differenziali negativi, precisa infine la risoluzione, non sono deducibili.»
Si tratta chiaramente di un’intervento rozzo e poco chiaro, in particolare al tassabilità dei profitti e la non deducibilità delle perdite è un paramentro al di fuori di ogni logica. Staremo a vedere come andrà a finire...
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