Hollande: l’austerità non è più il nostro destino. Ecco come cambia l’Europa

Raffaele Guerra

07/05/2012

Hollande: l’austerità non è più il nostro destino. Ecco come cambia l’Europa

«L’Europa ci sta guardando», ha dichiarato François Hollande ieri sera dopo essere stato confermato vincitore delle elezioni presidenziali francesi. «Nel momento in cui il risultato è stato proclamato, sono sicuro che in molti paesi d’Europa c’è stato sollievo e speranza. Finalmente l’austerità non è più il nostro destino», ha aggiunto.

Crisi politica in Grecia

Ma la festa non può durare a lungo. L’euro è sceso nei mercati asiatici, cercando di digerire non solo la tanto attesa vincita del primo presidente socialista in Francia negli ultimi diciassette anni, ma anche il terremoto elettorale che ha avuto luogo in Grecia, nella stessa notte.
Gli elettori hanno punito i partiti dominanti, il socialista PASOK e il conservatore Nuova Democrazia, che avevano formato un governo di unità nazionale e accettato i termini impopolari della seconda direttiva UE-FMI per il secondo pacchetto di aiuti. Con il conteggio ancora in corso, le due parti hanno raggiunto meno del 35% dei voti, il che significa che sarà difficile formare una maggioranza. Sono andati bene, invece, i partiti anti-austerità, di sinistra e di destra. SYRIZA, un partito della sinistra radicale, ha spinto perfino il Pasok al terzo posto. Il partito di estrema destra Alba Dorata è pronto, invece, a entrare in parlamento per la prima volta.

Antonis Samaras, leader di Nuova Democrazia, che si è aggiudicato il maggior numero di elettori, si è detto pronto a formare un governo di unità nazionale basato su due punti: che la Grecia rimanga nell’euro e che i termini per il salvataggio vengano rinegoziati.
La frammentazione del voto in Grecia inevitabilmente ha sollevato la questione se il paese lascerà o meno la zona euro. Fino ad ora i funzionari europei sono stati fermamente convinti che qualsiasi violazione da parte della Grecia degli accordi sull’austerità e le riforme porterebbero alla sospensione dei fondi di salvataggio.
Ma l’elezione di Hollande può ancora cambiare i calcoli politici e i leader europei potrebbero tirarla per le lunghe fino a nuove e più chiare elezioni ad Atene.

La nuova parola d’ordine: crescita

Anche prima della vittoria di Hollande, i discorsi pubblici in tutta Europa avevano cominciato a cambiare: si parla meno di riforme strutturali e taglio al deficit, mettendo l’accento sulla crescita. La burocrazia dell’UE ha a lungo sostenuto Nicolas Sarkozy, nella convinzione che, nonostante i suoi difetti, la continuazione della partnership «Merkozy» avrebbe potuto garantire una maggiore stabilità. Ma nelle ultime settimane nei corridoi di Bruxelles si sono preparati all’arrivo di Hollande.

Il cambiamento, però, non è dovuto a semplice opportunismo. È stato anche determinato dall’avversione all’inseguimento da parte di Sarkozy dei voti di Marine Le Pen. Inoltre, gli eurocrati hanno cominciato a vedere in Hollande una possibilità per diverse proposte della Commissione Europea che languono da mesi, inclusa la richiesta di ricapitalizzare della Banca europea per gli investimenti e la nuova emissione di nuovi bond europei per finanziare grandi progetti infrastrutturali.

I nuovi rapporti franco-tedeschi

Mentre si prepara a incontrare la signora Merkel nei prossimi giorni, non è chiaro se il nuovo presidente francese riuscirà a cambiare le idee della Germania. Bisogna infatti ricordare che Hollande ha anche chiesto un cambiamento delle regole della Banca Centrale Europea, in modo che possa prestare direttamente agli stati: una mossa che potrebbe essere una sorta di anatema per la Germania.
Il rapporto franco-tedesco è complicato da altri fattori politici. Se Hollande ha vinto la corsa presidenziale, il suo partito socialista sarà ancora in corsa per l’elezione dell’Assemblea nazionale nel mese di giugno.
Inoltre, i cristiano-democratici (CDU) della Merkel sembrano aver perso nelle elezioni di ieri nello Schleswig-Holstein. Il risentimento popolare contro la necessità di finanziare i ripetuti salvataggi della zona euro potrebbe spingere la signora Merkel ad adottare una linea dura. Detto questo, il cancelliere tedesco ha bisogno del sostegno dela SPD per assicurare la ratifica del patto fiscale, e le loro richieste potrebbero essere influenzate da Hollande.

Il nuovo presidente francese sa che dovrà avere a che fare con i mercati, che possono essere meno indulgenti di Angela Merkel. Anche se ha invitato l’Europa a «riorientare» la sua politica nei confronti della crescita, Hollande è stato attento a dire che si è impegnato a ridurre il deficit. Il FMI prevede che il debito della Francia raggiungerà il 3,9% del PIL il prossimo anno, al di sopra dell’obiettivo del 3% concordato con i partner dell’UE. Se le previsioni della Commissione europea di questa settimana confermano tale superamento, Hollande si troverà ad affrontare un test precoce delle sue politiche di bilancio.

In tutto ciò, bisogna chiedersi se gli elettori irlandesi sosterranno o meno il patto fiscale nel referendum previsto per la fine del mese. Tutto ad un tratto, la zona euro sembra essere entrata in una nuova tempesta.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: The Economist.