Hedge funds scommettono forte sul rialzo del petrolio

Nicola D’Antuono

27/04/2015

I grandi speculatori mondiali stanno puntando con decisione sul recupero dei prezzi del petrolio, dopo il clamoroso crollo avvenuto nella seconda parte dello scorso anno

Hedge funds scommettono forte sul rialzo del petrolio

Il petrolio sta attraversando una fase molto positiva sui mercati finanziari, dopo aver sperimentato una serie consecutiva di mesi in sell-off. Dietro il recente rally dell’oro nero sebra ci sia lo zampino dei grandi investitori istituzionali, che come sempre sono in grado di fare il bello e il cattivo tempo sui mercati semplicemente spostando montagne di denaro da un asset a un altro. Il future sul Brent è così salito sui massimi da oltre 4 mesi, superando anche quota 65$ al barile. Buon momento anche per il petrolio Wti quotato al Nymex, che il 20 aprile scorso aveva sfiorato i 59$ aggiornando contestualmente il top degli ultimi 4 mesi.

I grandi speculatori, in particolare gli hedge funds, stanno scommettendo “all-in” sulla rimonta delle quotazioni dai minimi degli ultimi 5 anni, toccati il 18 marzo scorso per il Wti a 42$ e il 13 gennaio scorso a 45$ per il Brent. La loro posizione long fa da contraltare a quella di covering short messa a punto dai grandi produttori di greggio e dalle compagnie energetiche, intenzionate a non rischiare più di tanto e a proteggersi da eventuali nuovi ribassi dei prezzi in virtù di una ripresa economica mondiale sempre più complicata. I cosiddetti “commercials” di questo mercato hanno già venduto più di 500 milioni di barili di Brent in ottica di copertura.

I “large speculators”, invece, hanno accumulato una quantità record di contratti long su futures e opzioni sul Brent, pari a circa 265 milioni di barili, ovvero quasi tre giorni di domanda globale di petrolio. Dai minimi dell’anno il future sul Brent ha guadagnato più del 40%, confermando finora la bontà della scommessa rialzista messa a punto dai grandi fondi speculativi. Tuttavia, da fine giugno 2014 ai bottom di metà gennaio scorso, il Brent arrivò a perdere qualcosa come il 155% del proprio valore avvicinandosi addirittura ai minimi di area 40$ toccati a febbraio 2009 a seguito del crack del sistema finanziario mondiale.