Libia: Haftar chiude i pozzi della Cirenaica, a Berlino si discute la possibilità di un nuovo governo

Al summit di Berlino si discute sulla formazione di un nuovo governo in Libia. Intanto Haftar stravolge l’economia del Paese

Libia: Haftar chiude i pozzi della Cirenaica, a Berlino si discute la possibilità di un nuovo governo

Domani, domenica 19 gennaio, si cercherà di mettere fine alla guerra civile in Libia nel corso di un summit Berlino. Salvo sorprese, saranno presenti sia Fayez al-Sarraj, presidente del governo riconosciuto dalle Nazioni Unite, sia il generale Khalifa Haftar, comandante del sedicente Esercito Libico Nazionale. I due contendenti dovrebbero unirsi alle trattative con Russia, Turchia, Francia, Italia e Stati Uniti.

Libia, Haftar blocca export di petrolio

Alla vigilia del vertice, però, Haftar ha sfidato le Nazioni Unite chiudendo i rubinetti di tutti i pozzi petroliferi della Cirenaica. La mossa potrebbe far crollare definitivamente le prospettive di pace. Noc, la compagnia petrolifera libica, è stata costretta a chiudere i cinque porti dei territori dell’Est, tagliando via metà dell’export petrolifero del Paese.

Il blocco riguarda 800mila barili al giorno per 55 milioni di dollari al giorno. Fino ad oggi, il flusso di dollari è andato alla banca centrale di Tripoli, che poi distribuiva a Bengasi parte dei fondi.

Onu: “Conseguenze devastanti”

L’Unsmil (United Nations Support Mission in Libya) ha immediatamente dichiarato che la mossa del generale “avrà conseguenze devastanti prima di tutto per il popolo libico, che dipende dal libero flusso di petrolio per il proprio benessere”. In più, ha dichiarato l’agenzia delle Nazioni Unite, ci saranno “terribili effetti a catena” in generale “per la situazione economica e finanziaria già deteriorata del Paese”.

In ogni caso, la decisione di Haftar mette in luce palesemente l’obiettivo del generale: continuare la guerra con Tripoli, anche se per il momento con altri mezzi. L’uomo forte della Cirenaica punta a bloccare anche l’estrazione.

Al tavolo, domani, saranno presenti alti rappresentanti di tutti i Paesi coinvolti. Haftar e Sarraj non dovrebbero incontrarsi. Per l’Italia ci saranno il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Libia, verso un nuovo governo?

L’emittente Al Arabiya, citata dall’Ansa, ha dato notizie circa consultazioni fra Paesi arabi ed europei. Il consenso pare si stia orientando verso la formazione “di un nuovo consiglio presidenziale libico e di un nuovo governo”.

Si sta vagliando la possibilità di “istituire un comitato neutrale per prepare una nuova costituzione”

I rappresentanti dei vari Paesi, inoltre, starebbero mettendo in campo notevoli sforzi per prevenire ulteriori ingerenze turche in Libia.

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Argomenti:

Libia Guerra Petrolio

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