GROUPON – Il gruppo leader delle offerte on line vola nonostante i dubbi circa il suo modello di business. Groupon ha fatto un balzo del 31% nella sua prima giornata di contrattazione al Nasdaq. Ha ormai un valore di quasi $ 17 miliardi.
Con un sorriso un po’ contratto e un bicchiere di champagne in mano, Andrew Mason ha affrontato il suo primo giorno di scuola, Venerdì mattina. L’azione di Groupon, lanciata con una IPO di $20, superiore al range iniziale compreso tra i 16 e 18 dollari, si è immediatamente apprezzata di oltre il 40%. Prima di toccare, qualche istante dopo l’avvio degli scambi sul Nasdaq, i 30 dollari (+ 50%), tra l’entusiasmo (comprensibile) dei suoi dirigenti riuniti al civico 4 di Times Square, sulla 43rd Street, dove si trova la torre del Nasdaq. In chiusura di seduta il titolo registrava ancora un incremento del 30,55%, a 26,11 dollari. L’ “effetto rarità” orchestrato dalla società - che ha aperto con un capitale di solo il 5,5%, la seconda percentuale più bassa nel settore dal 1995, secondo i dati di Dealogic - spiega in parte questo aumento, simile a quello registrato nel 1997 da Amazon (+31%) ma superiore a quello di Google nel 2004 (+18%).
«Questo è un passo importante” aveva spiegato in mattinata Andrew Mason, co-fondatore e CEO di Groupon, poco prima che la campanella suonasse, decretando l’apertura degli scambi. Ma questo non è che un ulteriore passo avanti nella nostra lunga avventura». Il successo dell’ offerta pubblica iniziale (IPO) rappresenta anche una dolce vendetta per Groupon. Una rivincita nei confronti di coloro che avevano criticato la decisione del gruppo di rifiutare l’offerta da 6 miliardi di dollari avanzata da Google nel novembre 2010; di chi ne mette in discussione il modello di business - il gruppo ha perso 308 milioni di dollari dall’inizio dell’anno, principalmente a causa degli elevati costi di marketing - ; di chi si preoccupa dell’agguerrita concorrenza che esiste su un mercato, in forte crescita, come quello degli sconti e dei buoni promozionali.
Nata tre anni fa a Chicago, l’azienda ha raccolto 700 milioni dollari dagli investitori, la più grande IPO per una società Internet americana, dopo Google.
Questo risultato positivo è un segnale incoraggiante. Soprattutto, secondo molti analisti, per la società specializzata nello sviluppo di videogiochi per social network Zynga, che dovrebbe fare il suo debutto al Nasdaq entro la fine del mese, e per Facebook, la cui IPO è prevista per il 2012. Altri gruppi Internet hanno recentemente fatto meglio di Groupon. Nel mese di maggio, LinkedIn, il social network per i professionisti, aveva raggiunto il + 109% nel corso del suo primo giorno di negoziazioni. Due mesi dopo, Zillow, sito dedicato alla quotazione degli immobili negli Stati Uniti, era aumentato del 79%. Ma da allora, la bolla Internet che stava emergendo si è significativamente e progressivamente sgonfiata. I nuovi arrivati hanno conoscuto, e affrontato, terreni più ostili e impervi. LinkedIn e Zillow sono diminuiti rispettivamente del 13% e del 9% dopo la loro prima chiusura. E la web radio Pandora è precipitata sotto il prezzo della sua IPO. "I mercati continuano a prevedere una forte crescita per Groupon. Se mancherà l’appuntamento, il prezzo delle azioni potrebbe inabissarsi precipitosamente.
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