Green pass colf e badanti: regole e come funziona

Teresa Maddonni

22 Settembre 2021 - 18:50

condividi

Per colf e badanti il green pass diventa obbligatorio con il nuovo decreto del governo. Le nuove regole valgono anche per le baby sitter. Cosa rischia chi è senza certificazione verde? Chi controlla?

Green pass colf e badanti: regole e come funziona

Green pass colf e badanti: è obbligatorio dal 15 ottobre con il nuovo decreto del governo n.127/2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 settembre.

Il nuovo testo stabilisce quali sono le regole e come funziona il green pass per colf e badanti e per tutti i collaboratori domestici e i lavoratori pubblici e privati.

Con l’obbligo di green pass per colf e badanti viene anche stabilito cosa rischia chi non rispetta la norma dal 15 ottobre, le sanzioni dunque, e a chi spettano i controlli.

L’obbligo di green pass per colf e badanti arriva dopo l’appello di Assindatcolf, Associazione nazionale datori di lavoro domestico, che rappresenta quindi le famiglie, che ha chiesto un intervento legislativo per tutelare fragili, anziani, come anche coloro che non possono sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid.

Vediamo allora nel dettaglio quali sono tutte le regole per il green pass di colf e badanti.

Green pass colf e badanti: chi controlla

L’obbligo di green pass per colf e badanti ha come conseguenza la verifica dello stesso. Ma chi controlla? Come funziona il green pass per colf e badanti lo stabilisce il decreto del governo e allo stesso tempo vengono delineate anche le regole per i controlli. Nonostante tuttavia il decreto in Gazzetta restano ancora molti i dubbi da sciogliere e, come per le partite IVA, si attendono chiarimenti dal governo.

Il green pass per colf e badanti segue le stesse regole valide per tutti gli altri lavoratori privati. L’obbligo di green pass infatti viene esteso a tutti i soggetti “che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di cui al comma 1 (luoghi di lavoro privati n.d.r.), anche sulla base di contratti esterni.”

Il decreto stabilisce che sono i datori di lavoro, nel pubblico come anche nel privato, “a definire le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche”.

Per i collaboratori domestici, colf, badanti e baby sitter spetterebbe chiaramente al familiare della persona assistita che spesso non vive con la stessa. Potrebbero esserci dunque dei chiari problemi organizzativi per i controlli del green pass di colf e badanti che potrebbero essere effettuati in ogni caso con la app VerificaC19.

Le associazioni di categoria infatti ritengono che questo aspetto debba essere chiarito. Vi sono poi altri problemi, come anche gli esperti del settore evidenziano, da non sottovalutare:

  • che molte colf e badanti lavorano in nero;
  • che molte colf e badanti si sono vaccinate in estate nei loro Paesi di origine e molte con Sputnik, vaccino russo non riconosciuto in Europa e che per questo non dà diritto al green pass;
  • l’impossibilità per molte colf e badanti di vaccinarsi in Italia.

Cosa rischia la badante senza green pass

A stabilire cosa rischia la badante senza green pass, come anche la colf o la baby sitter, è sempre il decreto del governo che estende anche a questa categoria di lavoratori quanti disposto per il settore privato all’articolo 3.

Il decreto infatti equipara la mancata esibizione del green pass all’assenza ingiustificata che determina la sospensione dello stipendio. Per chi va al lavoro senza green pass scatta la multa che va dai 600 ai 1.500 euro. In quanto assente ingiustificato perché non in possesso del green pass il lavoratore non può prestare servizio.

Per le aziende con meno di 15 dipendenti dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata il datore di lavoro può sospendere il lavoratore senza green pass per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a 10 giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il 31 dicembre 2021 termine dello stato di emergenza.

Colf e badanti sono equiparate con il nuovo decreto ai lavoratori privati pertanto il datore di lavoro, la famiglia, può considerare assente ingiustificato chi risulta inadempiente, sospenderlo quindi e sostituirlo.

Per colf e badanti tuttavia potrebbe anche scattare il licenziamento dal momento che per il lavoro domestico lo stesso è previsto senza conseguenze per il datore di lavoro. È chiaro che il green pass per colf e badanti necessita, data la particolarità del settore, di un maggior chiarimento per le famiglie.

L’obbligo vaccinale sarebbe stato di gran lunga di più facile applicazione per il settore, come lo è stato per i non sanitari delle Rsa. Ora c’è tempo fino al 15 ottobre per mettersi in regola, motivo per cui molte badanti potrebbero sottoporsi alla vaccinazione così da non rischiare lo stipendio e il posto di lavoro.

Iscriviti a Money.it