Karolos Papoulias, il presidente della repubblica greco, ha riunito oggi tutti i partiti per trovare un accordo sulla formazione del governo. Dall’incontro è stata esclusa solo Alba d’Oro, la formazione di estrema destra che per la prima volta è riuscita a entrare in Parlamento.
La proposta di Papoulias è di dare le redini del paese nelle mani di un governo tecnico, simile allo scorso esecutivo guidato dall’economista Lucas Papadimos, già governatore della banca centrale greca e vice-presidente della BCE sino al 2010. La situazione è però piuttosto difficile. Ad appoggiare la proprosta del capo dello stato sono Nea Demokratia, Pasok e Sinistra Democratica, che però ha posto come condizione per il suo appoggio l’ingresso nel governo della sinistra radicale di Syriza, il cui leader Tsipras ha però escluso una eventuale partecipazione.
Intanto, se, come si prevede, la trattativa dovesse fallire, Atene ritornerebbe al voto il 17 giugno prossimo.
Secondo il deputato conservatore Aris Spiliotopoulos, nelle casse dello stato non c’è denaro sufficiente neanche per arrivare alla fine della campagna elettorale. Secondo gli accordi europei, infatti, entro il 30 giugno la Grecia dovrà effettuare 11,5 miliardi di tagli; mentre oggi sarebbe programmato un rimborso di 450 milioni di euro ai creditori.
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