La Royal Bank of Scotland Group Plc, la tedesca Commerzbank AG (CBK) and Credit Agricole SA con sede a Parigi hanno fatto sapere di aver registrato consistenti perdite nelle loro obbligazioni del debito pubblico greco, all’indomani della ristrutturazione del debito di Atene che si è configurata come la più grande ristrutturazione mai fatta nella storia. Tutti e tre gli istituti di credito hanno rinunciato almeno al 74% delle obbligazioni greche che detengono, in linea con le perdite previste nell’ambito del piano di ristrutturazione.
RBS, il più grande finanziatore della Gran Bretagna di proprietà del governo, ha registrato una perdita più ampia del previsto, dopo aver sottoscritto una compromissione con il debito sovrano di 1,1 miliardi di sterline (1,7 miliardi di dollari).
Commerzbank, il secondo più grande finanziatore in Germania, ha registrato una svalutazione di 700 milioni di euro (1,1 miliardi di dollari) sul debito greco nel quarto trimestre dell’anno scoros.
Credit Agricole, la terza più grande banca francese, ha riportato una perdita trimestrale, dopo aver segnato 220 milioni di euro in svalutazioni sul debito greco.
La Royal Bank of Scotland ha riportato una perdita netta per il 2011 di 2 miliardi di sterline a fronte di un deficit di 1,1 miliardi di sterline dell’anno precedente. Il dato ha superato in peggio la stima media di 1,1 miliardi di sterline prevista da undici analisti interpellati da Bloomberg.
Credit Agricole, con sede alle porte di Parigi, ha invece riportato nel quarto trimestre dello scorso anno una perdita netta di 3,07 miliardi di euro, più ampia rispetto alle stime degli analisti. L’amministratore delegato dell’istituto di credito francese, Jean-Paul Chifflet, ha registrato circa 2,6 miliardi di euro di svalutazioni su obbligazioni, compresa la sua partecipazione nella spagnola Bankinter SA e nel Banco Espirito Santo SA del Portogallo nel primo trimestre dell’anno in corso.
Commerzbank ha invece fatto sapere che l’utile dell’intero esercizio è scivolato a 638 milioni di euro da 1,43 miliardi di euro, a causa del colpo dobuto alle perdite per la ristrutturazione del debito greco. L’istituto di credito ha anche annunciato che chiederà agli investitori di scambiare strumenti ibridi di capitale di scambio con quote al di sotto del valore nominale con nuove azioni, che andrebbero ad aggiungersi alle misure prese dall’istituto di credito tedesco per rilanciare la sua forza finanziaria.
«I guadagni sono stati colpiti dalle svalutazioni greche, ma almeno il peggio è ormai alle spalle», ha dichiarato Lutz Roehmeyer, impegnato nel controllo di circa 11,5 miliardi di euro alla Landesbank Berlin Investment nella capitale tedesca. «Con le svalutazioni aggressive delle obbligazioni, le banche vogliono dimostrare che possono affrontare la situazione anche in caso di insolvenza della Grecia», ha aggiunto.
Il periodo post-ritrutturazione del debito è ormai cominciato per la Grecia e per l’Europa. Se un default di Atene avrebbe rischiato di trascinare nel baratro buona parte del sistema creditizio europeo, nei prossimi tempi gli istituti bancari del vecchio continente potranno misurare gli effetti concreti della ristrutturazione che, per quanto incisivi sugli utili, avranno comunque il pregio di poter essere controllati e affrontati in maniera cosciente e ordinata.
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