Al fine di garantire al paese un passo in avanti per ottenere i necessari aiuti economici dall’Unione Europea che potrebbero scampare la Grecia da un default disordinato, il premier greco Lucas Papademos è riuscito a far passare in parlamento una nuova tornata di misure di austerity richieste dalle istituzioni internazionali. Nella serata di ieri, infatti, il Parlamento ateniese ha ratificato un pacchetto di 3,2 miliardi di euro di tagli al bilancio per il 2012.
Grigoris Niotis, portavoce ufficiale del Parlamento greco, ha fatto sapere che le misure sono passate in schiacciante maggioranza: alla votazione per appello nominale si sono infatti registrati duecento voti e favore e ottanta contrari.
Il voto di ieri sarà seguito oggi da un altro che legifererà sui cambiamenti permanenti ai fondi di previdenza e alla spesa sanitaria, secondo le misure richieste dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale in cambio di ulteriori 130 miliardi di euro. I governi europei hanno deliberato a favore del salvataggio finanziario della Grecia lo scorso 21 febbraio, calcolando che il costo di un nuovo piano di salvataggio, che include una svalutazione di circa 100 miliardi di euro di debito greco, è comunque un prezzo da pagare per evitare un collasso finanziario che potrebbe mandare in frantumi l’intera area dell’euro.
Il premier Lucas Papademos, che ha oggi in programma un incontro con il presidente della Commissione Europea José Barroso per discutere su come l’UE possa contribuire a stimolare il ritorno alla crescita per l’economia greca, si è riunito con i suoi ministri prima del voto per adottare un decreto sui tagli ai salari e alle pensioni, misure che potrebbero anche guidare l’economia in una recessione più profonda. L’economia greca si è infatti ridotta del 6,8% l’anno scorso e anche nel 2012 è destinata a contrarsi per il quinto anno di seguito. Il disegno di legge approvato ieri taglierà il 12% sugli importi eccedenti i 1.300 euro per i pensionati pagati dallo Stato. Saranno inoltre tagliati gli stipendi per tutti i dipendenti statali, tra cui un taglio del 10% riguarderà polizia e vigili del fuoco. Il salario minimo sarà invece tagliato del 22%.
La ristrutturazione del debito con i creditori privati e gli aiuti europei mirano a ridurre il debito nazionale al 120,5% del Prodotto Interno Lordo entro il 2020, dal 160% dello scorso anno, per soddisfare le condizioni necessarie affinchè la Grecia ottenga il nuovo pacchetto di aiuti.
Sul fronte politico, l’attenzione si concentra sulle prossime elezioni. Antonis Samaras, il leader di Nuova Democrazia, il secondo più grande partito e uno dei leader meglio recepiti nei sondaggi sull’opinione degli elettori, ha ripetuto la sua richiesta di elezioni, che si terranno non appena il pacchetto di finanziamento andrà in porto definitivamente.«Con questo nuovo accordo sul prestito e con questo drastico taglio del debito, abbiamo evitato l’uscita del paese dall’euro», ha dichiarato Samaras alla camera. «Adesso bisogna aprire la strada alle elezioni: abbiamo salvato la coesione sociale, almeno per ora.»
Non mancano, nel frattempo le proteste in tutto il paese: i sindacati hanno pianificato proteste per oggi, come parte di una campagna su scala europea contro le misure di austerità, campagna che include manifestazioni a Madrid e Lisbona. In Grecia, i sindacati hanno confermato per oggi tre ore di interruzione del lavoro a partire da mezzogiorno e picchetti agli uffici della Commissione Europea ad Atene a partire dalle 13:30.
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