Turkish Stream: gli scenari possibili tra Grecia e Russia

Felice Di Maro

01/06/2015

La dirigenza della società russa Gazprom sembra non avere intenzione di rallentare la costruzione del gasdotto «Turkish Stream» e prevede di fornire il gas in Europa bypassando l’Ucraina già nel 2019. La Grecia entra nella banca dei BRICS?

Turkish Stream: gli scenari possibili tra Grecia e Russia

Mai interrotti sono proseguiti gli incontri tra la delegazione del governo greco e la ex Troika e pare che siamo alle battute finali per un’intesa sul debito greco che se sarà passerà alla storia come il terzo accodo.

A quanto pare si sta lavorando per mettere a punto una bozza di accordo per dare il via libera al finanziamento dei famosi 7,2 miliardi di euro, congelati com’è noto da agosto dello scorso anno e che per le elezioni del 25 gennaio e la conseguente vittoria di Tsipras con l’intesa Grecia-Ue del 20 febbraio sono restati bloccati.

QUALI PROSPETTIVE PER LA GRECIA?
Il ministro dell’Energia greco, Panagiotis Lafazanis si è recato venerdì a Mosca per discutere con la sua controparte russa, Alexander Novak, il possibile coinvolgimento della Grecia nel progetto del gasdotto ’Turkish Stream’, destinato a trasportare gas russo attraverso l’Anatolia. All’incontro erano presenti anche il vice ministro delle Finanze, Sergei Storchak, e l’addetto di Gazprom, Alexei Miller.

Con la realizzazione del progetto, la Russia può aumentare in modo significativo le esportazioni di gas in Europa e nel mercato turco in crescita. A quanto pare viene abbandonato il progetto ’South Stream’ e la Russia con ’Turkish Stream’ può trasportare gas senza passare per l’Ucraina, che Gazprom intende non utilizzare più come paese di transito a partire dal 2019.

Già nelle settimane scorse si erano avuti contatti tra Mosca e Atene per il coinvolgimento nel progetto della Grecia che verrebbe utilizzato proprio come snodo per prolungare la struttura fino all’Europa continentale.

CI SARA’ PER LA GRECIA UN ACCORDO?
Premesso che si tratterebbe di un accordo mutualmente vantaggioso anche per la Russia che guadagnerebbe un alleato in Europa in una fase di rapporti tesissimi con Bruxelles, la Grecia, proprio in una crisi epocale di liquidità a quanto pare ormai disperata, potrebbe ricevere in anticipo parte della somma dovutale per i diritti di transito.

Lafazanis e Storchak hanno discusso proprio i dettagli finanziari dei lavori che verrebbero portati avanti da un consorzio di compagnie russe ed europee, una delle quali ellenica. La società privata di consulenza americana Stratfor in una Nota ha dichiarato:

Nella realizzazione del progetto sono già state coinvolte l’azienda energetica italiana Saipem e la tedesca Europipe. La Russia ha fatto sapere che l’inizio dei lavori della parte sottomarina del gasdotto è previsto a giugno. Gazprom ha già informato i Paesi europei del piano di abbandonare il percorso attraverso l’Ucraina per le esportazioni di gas nel 2019 e di dirottare il transito attraverso Turkish Stream.

COSA FARA’ L’UNIONE EUROPEA?
Secondo Stratfor la Turchia ha una domanda di gas naturale che è in aumento. Negli ultimi 10 anni si è raddoppiata ed è quindi è uno dei mercati più importanti nel lungo periodo per la Russia. Si tenga conto che se entro la metà del 2020 i volumi richiesti dalla Turchia potranno raggiungere la capacità dei 2 rami di Turkish Stream avrà bisogno del gas che può essere fornito tramite il primo ramo del gasdotto russo. Però secondo gli analisti, con la realizzazione del progetto di Turkish Stream la Russia prende due piccioni con una fava, ma se i Paesi europei costruiranno la loro parte dell’infrastruttura, e questo è un problema. L’Ue e l’Europa lo permetterà?

Chiaramente Mosca potrà subito approfittare di questa opportunità per aumentare il volume delle forniture di gas verso l’Europa. In caso contrario il nuovo gasdotto permetterà alla Russia solo di esportare il gas nell’emergente e in rapida espansione del mercato turco.

QUALI SONO GLI SCENARI POSSIBILI?
L’ufficio stampa del ministro delle Riforme industriali, dell’Ambiente e dell’Energia della Grecia Panagiotis Lafazanis in una Nota informa che c’è stato un incontro con il ministro delle Finanze russo Sergej Storchak con il quale si è confermato l’interesse della Grecia a prendere parte in qualità di socio nella nuova Banca di sviluppo del BRICS. La proposta di diventare socio della Banca di sviluppo del BRICS era stata formulata da Storchak, rappresentante della Federazione Russa nell’istituto finanziario, al premier greco Alexis Tsipras all’inizio di maggio. In precedenza il vice ministro delle Finanze russo aveva detto che l’ingresso della Grecia nella banca del BRICS non sarebbe stato discusso prima del vertice dell’organizzazione ad Ufa nel mese di luglio.

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