La seduta di oggi è stata caratterizzata da pochi spunti operativi sui principali tassi di cambio. Alcune rotture dei massimi relativi sono avvenute e si tratta nella maggior parte dei casi di movimenti contro il dollaro statunitense. Il biglietto verde è riuscito più volte ad allontanare la pressione dei venditori, ma non è detto che riuscirà a tenere i supporti anche nelle prossime ore. Il trend rialzista delle majors contro il dollaro resta più che intatto, salvo improvvisi capovolgimenti di fronte. In realtà, già domani potrebbero esserci movimenti interessanti anche in virtù della pubblicazione di alcuni dati macroeconomici sia in Gran Bretagna (il Pil finale relativo al secondo trimestre dell’anno) che negli Stati Uniti, dove l’attenzione sarà rivolta all’indice C/Shiller e soprattutto all’indice di fiducia dei consumatori (dato che negli USA i consumi rappresentano una buona fetta dell’intero prodotto nazionale).
Il cambio euro/dollaro, nonostante le continue difficoltà nel superare l’area di resistenza di 1,35, resta stabilmente poco sotto le resistenze in area 1,3480 – 1,3470. Finchè i supporti (ex resistenze) di area 1,3440 – 1,3430 tengono bene, non è da escludere un nuovo movimento al rialzo che dovrebbe avere come target almeno 1,36 nel breve periodo. Per il medio termine, è difficile pensare a un cambio anche sopra 1,40 entro la fine dell’anno. In tal caso quei livelli potrebbero diventare molto appetibili per i venditori.
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