Giappone: uno sguardo all’economia a un anno dallo tsunami

Raffaele Guerra

19 Marzo 2012 - 11:16

Giappone: uno sguardo all’economia a un anno dallo tsunami

Poco più di un anno fa, l’11 marzo 2011, la costa nord-orientale del Giappone è stata colpita da un massiccio terremoto di magnitudo 8,9. Tutti sappiamo cosa è successo dopo. Le città distrutte, gli impianti nucleari in arresto, migliaia di edifici persi. Secondo le stime della Banca Mondiale, il costo economico del disastro era ben oltre 200 miliardi di dollari.

Naturalmente, c’era molta preoccupazione su quanto tempo il Giappone avrebbe impiegato per recuperare sia emotivamente che economicamente.

Per fortuna, la Banca del Giappone è intervenuta alla grande, in quanto ha pompato 12.000 miliardi JPY al fine di stabilizzare i mercati finanziari.

La domanda da farsi è una: ha tutto quel denaro effettivamente aiutato le imprese giapponesi? Diamo uno sguardo ad alcuni dati.

In termini di PIL, possiamo vedere alcuni risultati misti. La cifra annuale del PIL è scesa del 2,3% nel quarto trimestre del 2011: un completo rovesciamento della impressionante crescita del 5,6% annualizzata che si è vista durante il terzo trimestre del 2011. Alcuni motivi della flessione sono stati la polverizzazione della domanda globale e le preoccupazioni dovute alla crisi europea del debito.

Anche il settore finanziario giapponese ha risentito della situazione, dal momento che il Giappone ha registrato il primo deficit in 31 anni lo scorso gennaio per una somma di 1,48 trilioni di yen.

A parte il rallentamento della domanda cinese, il Giappone ha sofferto anche a causa della mancanza di fonti di energia affidabili, dal momento che i livelli di produzione nucleare sono diminuiti dopo la chiusura di parecchie centrali.

Nonostante i dati contrastanti, di funzionari della Banca del Giappone restano ottimisti sul futuro.

Prima di tutto, hanno aggiornato le loro previsioni economiche, riconoscendo i miglioramenti nell’economia mondiale e la rianimazione della domanda nelle economie emergenti. I funzionari sottolineano inoltre i progetti di ricostruzione come un altro motore della domanda potenziale.

Inoltre, non possiamo sottovalutare che la BOJ si sta muovendo per aiutare l’economia. Nel mese scorso, la banca centrale ha ampliato sia un programma di prestiti orientato verso settori ad alta crescita sia il suo programma di acquisto di attivi. Quest’ultima mossa è stata fatta per indebolire lo yen e contribuire a stimolare le esportazioni.

Per ritornare allo yen, è un’altro elemento che sembra essere a favore del Giappone in questo momento.

Anche dopo l’intervento coordinato nel marzo dell’anno scorso, lo yen ha continuato il suo rally dal momento che l’avversione al rischio ha colpito i mercati di massa. Recentemente, però, lo yen si va lentamente perdendo la sua lucentezza. Dopo aver trovato supporto a 76,00, la coppia USD/JPY è stata in salita costante, passando oltre 700 pip.

Con l’economia mondiale che mostra più segni di crescita, i tempi di un indebolimento dello yen non poteva essere migliori. Speriamo di vedere le esportazioni salire nei prossimi mesi e contribuire a sviluppare l’economia giapponese.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Piponomics