Continuano le polemiche sul ruolo della Germania in Europa: questa volta a far discutere sono alcune dichirazioni che provengono dal G20 finanziario di Città del Messico. La decisione dei funzionari del G20 di respingere le richieste europee di intervento nella crisi del debito, pone infatti l’onere dell’impegno sulla Germania, già il più grande creditore sovrano nei salvataggi: secondo i funzionari della finanza internazionale, infatti, il direttorio tedesco deve superare la sua resistenza e fare di più.
Con il voto parlamentare su un secondo pacchetto di aiuti per la Grecia in programma per oggi a Berlino, il governo della cancelliera Angela Merkel deve ora decidere se approvare la copertura ai piani per il vertice europeo in programma l’1 e il 2 marzo prossimi, al fine di combinare i fondi di salvataggio con un firewall potenziale di settecentocinquanta miliardi di euro.
La Germania ha partecipato in Messico alle riunioni dei ministri delle finanze e dei banchieri centrali del G-20, esortando le nazioni a trovare nuove risorse per il Fondo Monetario Internazionale, il quale potrebbe essere impiegato per disinnescare la crisi dell’euro- zona, ormai al suo terzo anno di attività. Il direttore dell’FMI Christine Lagarde, che ha partecipato ai colloqui, ha dichiarato che vuole aumentare di ulterioriori cinquecento miliardi di dollari la capacità di prestito del Fondo con sede a Washington, per respingere possibili altri traumi per l’economia globale.
Il G-20 ha concluso che una revisione del firewall finanziario da parte dell’Europa entro il prossimo meeting di marzo è essenziale affinchè possa essere messa in campo qualsiasi possibilità di aumentare le risorse per il Fondo Monetario Internazionale. Questa è stata la dichiarazione conclusiva del G20 a Città del Messico ieri. I progressi saranno valutati nel mese di aprile, quando i funzionari si riuniranno a Washington per il meeting di primavera del Fondo Monetario Internazionale.
La direzione della crisi del debito europeo da parte della Germania affronta ancora una volta le critiche delle istituzioni politiche e finanziarie internazionali: le dichiarazioni provenienti dal meeting delle prime venti economie mondiali tengono ancora l’Europa con il fiato sospeso. L’Euro-zona è ancora nel pieno delle incertezze e tanto i leader del vecchio continente quanto quelli delle potenze globali e delle istituzioni della finanza internazionale stentano a raggiungere un accordo. Del resto, la politica interna e le preoccupazioni elettorali di Angela Merkel sono probabilmente al primo posto nella sua agenda politica: non potrà quindi non tener conto del fatto che il 62% dell’elettorato tedesco è contrario a un impegno finanziario della Germania per i paesi dell’Unione Europea. Solo il 32%, invece, è favorevole al piano di salvataggio per la Grecia: questo è quanto ha rivelato un sondaggio Emind pubblicato ieri dal quotidiano Bild am Sonntag. Lo sviluppo delle trattative e la diffusione di notizie del genere sembrano dar ragione ai pessimisti, come Jacques Cailloux della Royal Bank of Scotland, che proprio oggi ha dichiarato: «I tedeschi hanno un loro programma proprio» e voglio la Grecia fuori strada, prima di qualsiasi discussione sul firewall«.»Qualsiasi speranza«, ha aggiunto,»che ci sarebbe potuta essere per un accordo su un firewall maggiore sta svanendo, come dimostra il vertice di questa settimana".
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