L’agenzia di rating Standard & Poor’s prosegue il suo lavoro di revisione dei giudizi sul merito di credito dei paesi dell’area euro. Finora il risultato più eclatante è il nuovo downgrade sull’Italia, declassata al livello BBB dalla precedente valutazione BBB+ con outlook negativo. Il Belpaese ha un rating sovrano appena due livelli superiore al giudizio “junk” (spazzatura). Intanto l’agenzia americana ha deciso di confermare il rating di lungo periodo della Germania, prima potenza economica continentale.
Berlino può così brindare al mantenimento del rating AAA. L’outlook per i prossimi trimestri resta stabile. Secondo quanto dichiarato dagli esperti di Standard & Poor’s, la Germania mostra “un’economia diversificata e competitiva, con un’elevata capacità di assorbire gli shock economici e finanziari”. Nel medio periodo S&P si aspetta una costante ripresa dell’economia, seppur a ritmo non particolarmente sostenuto, mentre per l’anno in corso il pil tedesco dovrebbe crescere dello 0,4%.
Per quanto riguarda i mercati finanziari, a Francoforte l’indice azionario Dax-30 della borsa tedesca ha chiuso la seduta di ieri con un rialzo dell’1,14% a 8.158,80 punti ai massimi da oltre venti giorni. La volatilità sulla borsa teutonica resta elevata, ma un segnale positiva è il consolidamento delle quotazioni sopra la soglia psicologica degli 8mila punti. Per quanto riguarda, invece, il future sul Bund a 10 anni, ieri sull’Eurex è stata registrata una chiusura positiva con un progresso dello 0,39% a 143,01.
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