Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha aperto la sua campagna elettorale per riconquistare lo stato più popoloso della Germania, la Westphalia, nelle elezioni del 13 maggio, facendo appello agli elettori affinché approvino la sua strategia dell’austerità come mezzo principale per affrontare la crisi del debito in Europa.
I commenti di Angela Merkel sottolineano la particolare attenzione che il suo governo presta nell’affrontare i problemi del debito e del deficit, dal momento che questi sono i temi centrali della campagna elettorale in cui l’Unione cristiano-democratica combatte per assicurarsi due stati tedeschi il mese prossimo. Le schede offriranno una fotografia istantanea del gradimento della gestione della crisi di Angela Merkel, proprio mentre una certa agitazione riemerge in Spagna e si avvicina il referendum irlandese sul fiscal compact.
Le dichiarazioni elettorali della Merkel sono state sostenute dal ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, che ha dichiarato che qualsiasi quantità di fondi di salvataggio e firewall finanziari «non risolverà il problema», senza un impegno per ridurre l’indebitamento e accrescere la competitività, le due cause alla radice della crisi.
«Ecco perché i paesi con un debito troppo alto, compresa la Germania, devono ridurre il debito», ha dichiarato Schaeuble in un’intervista alla televisione SWR di Berlino, la Merkel ha invece parlato in un comizio a Muenster. «E i paesi con scarsa competitività devono diventare più competitivi. Ecco allora che c’è bisogno di una politica finanziaria comune in Europa - questo è il fiscal compact. E se si avrà bisogno di qualcos’altro, allora si creerà il firewall. Se si realizza il firewall, è possibile prendere 10 miliardi, ma questo non risolve il problema», ha aggiunto Schauble.
La Germania deve affrontare le dure critiche per la sua politica anti-crisi di tagli alla spesa; critiche che provengono da economisti come il premio Nobel Paul Krugman. La Spagna ha bisogno di un nuovo rimedio ai suoi mali, dal momento che la sua storia «non ha alcuna somiglianza con i racconti morali così popolari tra i funzionari europei, soprattutto in Germania», ha scritto Krugman ieri in un articolo sul New York Times intitolato «Il suicidio economico dell’Europa».
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