G7 - Il G7, ovvero il gruppo delle principali economie sviluppate, deve lavorare insieme per assicurare che l’economia continui a crescere e possa riequilibrarsi. Queste le parole del Commissario dell’Unione Europea per gli affari economici e monetari, Olli Rehn in una dichiarazione di Venerdì. Parlando ai giornalisti prima di una riunione dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali del G7, Rehn ha riconosciuto che alcune banche europee stanno avendo difficoltà a raccogliere fondi, ma ha aggiunto che la Banca centrale europea è disposta a collaborare.
I funzionari delle finanze si incontrano al G7 in mezzo a chiari segnali che l’economia globale è in rallentamento, con una crescita particolarmente debole nelle principali economie sviluppate. Ma molti governi hanno poco spazio per stimolare le loro economie, avendo già accumulato prestiti per salvare i loro sistemi finanziari, e che ora rappresentano un pesante e ingombrante fardello.
«E’ essenziale che il G7 discuta su come intraprendere un’azione coordinata al fine di riequilibrare la crescita globale e per garantire che la ripresa possa essere mantenuta», ha continuato Rehn.
«In tale contesto la stabilizzazione del sistema finanziario è una condizione necessaria su cui stiamo lavorando sia nel breve che nel medio-lungo termine».
Rehn ha accolto favorevolmente il pacchetto di misure di stimolo annunciato dal presidente americano Barack Obama Giovedi, ma ha aggiunto che la maggior parte dei governi europei è più limitato.
«I giocatori chiave nell’economia globale sono in diverse situazioni economiche. Dobbiamo tutti affrontare la sfida di assicurare che la ripresa economica possa essere garantita ma allo stesso tempo le nostre posizioni di partenza sono un po’ diverse», ha detto. «Noi sosteniamo gli Stati Uniti nel loro lavoro per assicurare che la ripresa dell’economia statunitense possa continuare, mentre allo stesso tempo, in Europa abbiamo le nostre sfide, che sono legate soprattutto al consolidamento fiscale e al ripristino della fiducia nell’economia europea».
Tuttavia, ha aggiunto che alcuni governi europei potrebbero sostenere la crescita attraverso una combinazione di misure conosciuta come «stabilizzatori automatici». Gli stabilizzatori hanno una funzione anti-ciclica e non necessitano di specifiche decisioni da parte delle autorità governative (tra gli stabilizzatori risultano essere particolarmente importanti i prelievi fiscali).
«In Europa abbiamo affrontato e siamo ancora di fronte ad una crisi molto crisi del debito sovrano», ha aggiunto. «I Paesi - soprattutto quelli considerati più vulnerabili - necessitano di continuare il risanamento di bilancio. Sarebbe saggio lasciare che gli stabilizzatori automatici lavorino in quei paesi che hanno margini di bilancio».
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