Fridays For Future: cos’è e perché gli studenti scioperano oggi

Si chiama Fridays For Future ed è il venerdì in cui gli studenti di tutto il mondo hanno deciso di unirsi e scendere in piazza per chiedere ai governi politiche immediate per salvare la il pianeta. L’Italia è il Paese più attivo nella causa.

Fridays For Future: cos'è e perché gli studenti scioperano oggi

Si chiama Fridays For Future il movimento che sta facendo parlare si sé sul web e che in questo 15 marzo 2019 ha portato milioni di ragazzi di tutto il mondo nelle piazze. Un venerdì all’insegna dell’ambiente, del rispetto della natura e che chiede una cosa ben precisa: politiche immediate per porre un freno al cambiamento climatico. I video e le foto del #FridaysforFuture si rincorrono sui social in questa giornata e ci mostrano come la mobilitazione, anche in Italia, sia stata massiccia.
Lo sciopero globale ha un volto ben preciso ed è quello di Greta Thunberg, giovanissima attivista svedese, che ha dato il via ad una grande manifestazione di studenti in tutto il mondo e che ora è candidata al Premio Nobel per la Pace.

Greta per molte settimane non si è recata a scuola e ogni giorno in orario scolastico si è posizionata davanti al Parlamento svedese, dove mostrava il cartello Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima). Una volta eletto il nuovo governo Greta ha ripreso ad andare a scuola, ma ogni venerdì si reca davanti al Parlamento svedese per mostrare la sua protesta al mondo. Con il passare dei giorni si sono uniti a lei altri studenti e pian piano altre città in tutto il mondo hanno cominciato ad organizzare grandi proteste per il clima, tutte di venerdì.
È nato così anche l’hashtag #FridaysforFuture che ha permesso a differenti studenti, provenienti da tutto il mondo, di organizzarsi e di organizzare manifestazioni in ogni angolo del pianeta.

I millennials, in base all’ultimo rapporto dell’ONU sui cambiamenti climatici, sono l’ultima generazione che può davvero fare qualcosa per il benessere del pianeta e invertire la rotta del riscaldamento globale. Il rapporto dell’ONU sui cambiamenti climatici ha infatti messo in chiaro che si hanno ancora 11 anni di tempo per modificare il modo di produrre e di sfruttare le risorse che sta sempre più impoverendo il nostro Pianeta. I governi devono però agire immediatamente, dato che i primi effetti del cambiamento climatico si iniziano a vedere negli inverni sempre più brevi e nell’aumento della temperatura dei mari.

Friday For Future: cos’è e perché protestano gli studenti

L’appello lanciato dalla giovane svedese sembra essere stato accolto e così il 15 marzo 2019 si prepara una mobilitazione studentesca globale mai vista prima. In tutto il mondo i ragazzi hanno deciso di prendere parte alle proteste che saranno messe in atto e anche in Italia in moltissime città si scenderà in piazza. La richiesta di Greta è quella di portare con sé un cartello che spieghi il motivo della presenza in piazza e di sfilare poi a piedi per le vie della città, mostrando la forza dell’iniziativa che è nata tra i ragazzi. Il Friday For Foture è il modo che milioni di studenti hanno trovato per mostrare la propria voglia di salvare il Pianeta e di scuotere le coscienze addormentate della classe politica dirigente.

Cosa chiedono gli studenti del Friday For Future? Una cosa molto semplice: un futuro per il Pianeta, per le generazioni che verranno e soprattutto per il nostro ecosistema. Una serie di politiche immediate che mirino a bloccare i gas serra, a diminuire drasticamente le emissioni di Co2 e che portino il clima a ristabilire il suo normale equilibrio.
La richiesta dei ragazzi di tutto il mondo è ben precisa, si deve agire ora, non tra 2 anni, non con le scadenze del 2030, ma in questo momento si devono fare delle politiche che permettano di tutelare i nostri mari, il clima e tutto ciò che riguarda la salute della natura. Si chiede che i governi facciano qualcosa subito e che mettano in pratica delle politiche di tutela del clima, in modo da invertire la rotta e riuscire a salvare il nostro ecosistema.

Fridays Fof Future: i numeri della protesta del 15 marzo

«Please, strike with us» «Per favore, scioperate con noi» questo l’appello di Greta Thunberg che chiede a tutti i ragazzi Paesi coinvolti di non recarsi a scuola il 15 marzo 2019, ma di scendere in piazza e di chiedere azioni reali ai governi.
Uno sciopero senza precedenti che vedrà attive migliaia manifestazioni in tutto il mondo e che avrà motivi di protesta ben diversi dal solito.
Sono ben 123 Paesi in tutto il mondo a scioperare in queste ore e 2052 città sono al momento attive con manifestazioni, cortei e proteste che stanno coinvolgendo centinaia di migliaia di giovani. Nella sola Milano si parla di 50mila studenti scesi in piazza, mentre a Roma una lunga folla sfila per le strade della Capitale.

L’Italia in questa giornata di sciopero per il clima è in prima fila con ben 235 raduni organizzati in tutta la penisola, risultando il Paese più attivo. Segue la
Francia con 216 incontri e raduni, la Germania con 199, Stati Uniti con 168, la Svezia con ben 129 e poi la Gran Bretagna con 111. Si manifesta anche in Spagna, dove sono stati organizzati 65 proteste, il Portogallo anche ha 36 raduni attivi, 31 il Belgio e l’Irlanda, mentre la Finlandia si ferma a 26.
Gli studenti di tutto il mondo si stanno unendo alla causa di Greta e sperano che questa incredibile mobilitazione porti ad avere dei risultati e delle politiche attive da parte dei governi, così da invertire immediatamente la rotta.

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