11 settembre: frasi, citazioni e testimonianze per non dimenticare

Frasi, citazioni, testimonianze e video sull’11 settembre 2001. Per ricordare gli attentati alle Torri Gemelle e il giorno che cambiò per sempre l’America (e non solo).

11 settembre: frasi, citazioni e testimonianze per non dimenticare

L’11 settembre 2001: una data tristemente impressa nella storia e nella memoria collettiva contemporanea. Tante le frasi, le citazioni, e le testimonianze raccolte da chi ormai quasi 20 anni fa c’era e ha raccontato l’attentato al World Trade Center da parte di due aerei di linea dirottati contro il cuore di New York, le Torri Gemelle.

Ogni anno in tanti ricordano i drammatici avvenimenti con cerimonie pubbliche e attraverso i social network come Facebook, Twitter e Instagram: le frasi sull’11 settembre, le preziose testimonianze, i video dello schianto e molto altro vengono condivise da chi, in quell’attentato, ha visto cambiare per sempre l’età contemporanea.

Molti anni sono passati da allora e le nuove generazioni non hanno vissuto da vicino l’11 settembre e le sue dirette conseguenze sul mondo che oggi conosciamo: ecco perché non dimenticare e tramandare la memoria dell’attentato alle Torri Gemelle è fondamentale, anche con una semplice frase. Abbiamo selezionato le più significative.

Frasi e citazioni 11 settembre 2001 per ricordare l’attentato alle Torri Gemelle

“Sono certo di parlare a nome della mia nazione intera, quando dico: l’11 settembre siamo tutti americani, nel dolore come nella sfida.”
Bejamin Netanyahu

“Col passare degli anni, la maggioranza degli americani è stata in grado di tornare a vivere una vita normale, come prima dell’undici settembre. Ma io no. Ogni mattina ho ricevuto i briefing sulle minacce alla nostra nazione. E ho giurato che avrei fatto tutto quanto in mio potere per mantenerci al sicuro.”
George W. Bush

“Per un sedicenne è un ricordo d’infanzia. Per noi è, e resterà, l’11 settembre. Il mondo è cambiato da allora, e non in meglio. Ma le preoccupazioni ‐ ho notato ‐ sono proporzionali all’età. I più giovani pensano che il pianeta ha conosciuto la peste, Hitler e la TV, se la caverà anche stavolta. Tra i meno giovani, molti ritengono che il prossimo attacco sarà nucleare, e esprimono profezie rispetto alle quali l’Apocalisse sembra un romanzo a fumetti.”
Beppe Severgnini

“Mi viene spesso in mente Roberto Benigni che divulga Dante e suo padre analfabeta che lo insegnava a lui. Ovvero una cultura di pochi, strettamente legata all’identità nazionale, che diventa cultura di tutti. Cultura sicura: ho imparato dal mio amico Umberto Eco a combattere le fonti incontrollate della Rete. E anche le bugie. Quanti ragazzi hanno letto assurdità online sull’aereo che l’11 settembre non avrebbe mai colpito il Pentagono? La stessa Wikipedia ha compreso i grossi rischi dell’immissione incontrollata di paragrafi e voci, e ora presta più attenzione.”
Giuliano Amato

“L’arrivo del secondo aereo, dritto verso il basso come uno squalo proprio sopra la Statua della Libertà: ecco il momento determinante. Fino ad allora l’America ha pensato di assistere al peggior disastro nella storia della sua aviazione civile; da lì in poi ha percepito il senso della fantastica violenza che si era appena scatenata contro di lei.”
Martin Amis

“Qui l’11 settembre c’erano due torri: un simbolo dell’America. Adesso è solo un cantiere e un cimitero. Si sono concluse qui le storie umane di 3000 persone. Nelle loro tasche i passaporti di sessanta nazioni. Tra i morti anche 479 vigili del fuoco, poliziotti, soccorritori.”
Enzo Biagi

“Se lo chiedi, ognuno di noi si ricorda perfettamente dov’era e cosa stava facendo in quel momento. Sono queste le cose che cambiano la storia.”

“Per tutta la lunga stagnazione degli anni Novanta, abbiamo avuto lo “sciopero degli eventi”, per riprendere la battuta dello scrittore argentino Macedonio Fernández. Ebbene, quello sciopero è terminato. Gli eventi hanno smesso di scioperare. E ci troviamo anzi di fronte, con gli attentati di New York e del World Trade Center, all’evento assoluto, alla “madre” di tutti gli eventi, all’evento puro che racchiude in sé tutti gli eventi che non hanno mai avuto luogo.”
Jean Baudrillard

“Il terrorismo è comunicazione politica fatta con altri mezzi. Il messaggio dell’11 settembre suonava più o meno così: America, da adesso saprai quanto è implacabile l’odio contro di te. Il volo 175 della United Airlines è un missile intercontinentale lanciato contro la sua innocenza. Quell’innocenza è stata un’anacronistica e lussuosa illusione.”
Martin Amis

“L’11 settembre era, e rimane, soprattutto, un’immensa tragedia umana. Ma 11 settembre ha anche proposto una sfida epocale e deliberata, non solo per l’America ma per il mondo in generale. L’obiettivo dei terroristi era non solo di New York e Washington, ma gli stessi valori di libertà, tolleranza e decenza che sono alla base del nostro modo di vivere.”
Tony Blair

“Come il 1914 ha segnato l’ingresso nel XX secolo, l’11 septembre 2001 ha segnato l’ingresso nel XXI secolo.”
Jean-François Deniau

“Dopo l’11 settembre, siamo in un nuovo mondo. Ricordo, non senza una certa nostalgia, quello antico in cui si poteva andare all’aeroporto all’ultimo minuto, beffarsi delle religioni senza rischiare la vita, fare la spesa in un magazzino kasher o, volendo, celebrare una messa in chiesa, entrare in un luogo pubblico senza perquisizione della borsa e, nel caso degli intellettuali, parlare di letteratura o scrivere romanzi d’amore senza sentirsi disertori rispetto alla lotta principale. I tempi, poco a poco, sono cambiati, lo spazio sociale è cambiato.”
Bernard-Henri Lévy

“Chiunque ha progettato l’attentato ha scelto con precisone gli obiettivi: il potere economico con le Twin Towers, il potere militare con il Pentagono, il potere politico con la Casa Bianca alla quale era destinato l’aereo precipitato in Pennsylvania. Ma se i terroristi fossero stati meno ignoranti avrebbero dovuto immaginare un quarto obiettivo. Avrebbero dovuto colpire Hollywood, il simbolo della dominazione culturale americana.”
Zigmunt Bauman

“Questa è la prima volta che le pistole sono puntate nell’altra direzione, almeno in larga scala. Il Congo non ha attaccato il Belgio, l’India non ha attaccato l’Inghilterra, l’Algeria la Francia, il Messico o le Filippine gli Stati Uniti. Le atrocità dell’11 settembre sono singolari non per le loro dimensioni, sfortunatamente, ma per la scelta del bersaglio.”
Noam Chomsky

“Voglio farvi una domanda: credete in qualcosa con tanta forza da lanciarvi con un aereo contro un edificio a 750 chilometri all’ora? No, e non ci credo nemmeno io. Ma il vostro nemico ci crede. E se ci crede, chi vincerà, alla fine? Questa è una domanda raggelante che non vogliamo affrontare.”
Michael Moore

“Prima si trattava di una sottocultura del dissenso intellettuale. Dopo l’11 settembre, la teoria del complotto è diventata una cultura di massa. E ormai non passa giorno che non si faccia dietrologia su qualunque evento.”
Pierre Léderrey

“Dall’11 settembre 2001 ho deciso di lasciarmi andare, di arrendermi completamente alla vita. C’è qualcosa di positivo in questo. Quando smetti di cercare di fare in modo che le cose accadano, queste accadono. Ho imparato ad arrendermi alla vita, a tutto quello che l’universo vuole da me. Dopo quella tragedia che ho deciso di farmi trasportare dall’onda. Di smetterla di voler controllare tutto, tanto niente si può controllare. Combattere in nome di Dio: è mostruoso.”
Shirley Maclaine

Frasi 11 settembre 2001: testimonianze e video dell’attentato

“Con la coda dell’occhio ho visto due persone alla mia sinistra. Stavano andando a fuoco. Correvano verso di me e poi mi sono passati a fianco. Non emettevano alcun suono. Tutti i vestiti erano bruciati, e loro erano divorati dalle fiamme.”
Anthony R. Whitaker (comandante in servizio al World Trade Center, Dipartimenti di Polizia Portuale);

“Il fatto che io sia vivo è un puro caso del destino. Quel giorno tutti i miei colleghi su in ufficio hanno perso la vita. Erano intrappolati, non c’era modo di uscire.”
David Kravette (broker di borsa della Cantor Fitzgerald)

“Stavo recapitando un messaggio che nessun Presidente vorrebbe mai ricevere, lo sapevo. Avevo deciso di riportare due dati concreti e un commento. Non volevo intavolare una conversazione dato che il Presidente era davanti alla classe. L’insegnante chiese agli studenti di tirare fuori i libri, così colsi l’attimo e gli dissi all’orecchio: “Un secondo aereo ha colpito un’altra torre. L’America è sotto attacco.” Ho fatto qualche passo indietro in modo che non potesse farmi domande.”
(Andy Card, all’epoca capo di gabinetto della Casa Bianca)

“Nella Torre Nord c’erano delle porte automatiche, che continuavano ad aprirsi e chiudersi per i corpi che cadevano giù.”
Bill Spade (vigile del fuoco della squadra speciale Rescue 5)

“Ho sentito un rumore che ora non riesco a ricordare: è stato così forte, un frastuono talmente assordante che la mia mente l’ha bloccato. Mi ha spaventato a morte, e l’ho rimosso, non riesco a riportarlo alla coscienza...”
Bruno Dellinger (presidente della Quint Amasis North America, ricordando il crollo della prima torre).

“Sentii che qualcuno mi afferrava e mi trascinava via, obbligandomi a correre come si fa con gli animali o i cavalli: «Andiamo via!». Avremo corso per circa un terzo di isolato, e io non sapevo nemmeno cosa stesse succedendo. Mentre mi trascinava via gli dissi di fermarsi. Ci girammo e vidi un’immensa nube salire dal cratere. Sembrava davvero un attacco nucleare.”
Rudy Giuliani (all’epoca sindaco di New York)

“Ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan, e verso le 9 ho avuto la sensazione d’un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. Sai, la sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e tendi le orecchie e gridi a chi ti sta accanto: «Down! Get down! Giù! Buttati giù». L’ho respinta. Non ero mica in Vietnam, mi son detta. Non ero mica in una delle tante e fottutissime guerre che sin dalla Seconda Guerra Mondiale hanno seviziato la mia vita. Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre. L’11 settembre 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai. Ho acceso la TV. L’audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono quasi cento, vedevi una torre del World Trade Center che bruciava come un gigantesco fiammifero.”
(Oriana Fallaci)

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