Il coronavirus ha colpito duramente anche la Formula 1 che ha accusato perdite ingenti in queste settimane di stop.

Dopo l’annullamento della prima tappa, quella di Melbourne, dei 22 Gran Premi da disputare ne sono stati cancellati altri 2 e rinviati 7, sui rimanenti aleggia un grosso punto interrogativo. A partire dal prossimo, quello che si dovrebbe tenere in Belgio il 30 agosto.

Molte scuderie sperano ancora di riuscire a disputare qualche gara per rientrare parzialmente degli investimenti fatti per la stagione attuale. Per alcune di esse si tratta dell’unica via per evitare il fallimento.

Formula 1: quanti soldi perdono le scuderie

Il coronavirus ha messo in ginocchio anche la Formula 1 che non ha alcuna certezza sulla ripartenza. Il campionato infatti è ancora a rischio e gran parte dei GP sono già stati annullati (Australia, Monaco e Francia) o rinviati (Bahrein, Vietnam, Cina, Olanda, Spagna, Azerbaijan e Canada). Nelle intenzioni del direttore generale Ross Brawn c’è quella di disputare 18-19 gare, se il via libera sarà accordato entro luglio. 8 è il numero minimo di gare per portare a termine il campionato.

Federazione e scuderie sono appese un filo, soprattutto perché se la ripresa non dovesse avvenire i danni economici sarebbero incalcolabili. La prima ha già perso 3,6 milioni di dollari di capitalizzazione mentre Mercedes, Ferrari, Honda e Renault, ovvero le case automobilistiche che mettono a disposizione i motori, hanno accusato un calo complessivo nel valore di mercato di 29,9 miliardi.

Nel primo trimestre del 2019 gli incassi della F1 si aggiravano attorno ai 250 milioni, nel 2020 la cifra scesa a 39 milioni. Le perdite operative aumentano del 191% passando da 47 a 137 milioni.

Tagli al personale e rischio fallimento

All’orizzonte per molte realtà si intravedono ingenti tagli del personale (anche oltre il 50%) e addirittura il fallimento. Sì, perché scuderie come Williams, Haas, Racing Point e Alpha Tauri (ex Toro Rosso) non sarebbero in grado di ammortizzare quando bruciato in queste settimane. Solo gli incassi provenienti dalla partecipazione a un Gran Premio ammontano a circa 2 milioni di dollari, per un totale di 44 milioni a stagione mentre le spese annue si aggirano attorno ai 120-140 milioni.

Disputare il numero minimo di gare rappresenterebbe una boccata d’ossigeno e anche Liberty Media (proprietaria della Formula 1) potrebbe rientrare in parte della quota dei diritti TV e di quella messa a disposizione degli organizzatori dei Gran Premi.