«Il paradosso, nel fare previsioni sull’andamento dei cambi nel 2011, è che gli Usa, l’Europa, l’Inghilterra e il Giappone avrebbero tutti bisogno di una valuta più debole», afferma John Velis, responsabile Capital market research per l’area Emea di Russell Investments. «La realtà – aggiunge – è che la ricerca della moneta che realizzerà la miglior performance è la ricerca di quella «meno peggio»: tutte le divise maggiori hanno ben pochi fondamentali di sostegno. Peraltro il solo paese che sarebbe in grado di sopportare un apprezzamento, cioè la Cina, rischia peraltro di resistere alla rivalutazione dello yuan».
Qual è la vostra visione sull’euro per il 2011? Pensa che il cambio con il dollaro sia destinato a stabilizzarsi?
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