Forex: gli eventi più importanti del 2015 nel mercato delle valute

Dal Quantitative Easing della BCE alla stretta sul tasso d’interesse della FED, dal rischio Grexit alle turbolenze in Cina e in Siria. Ripercorriamo i principali eventi che hanno caratterizzato il 2015 per il forex

Il 2015 è stato un anno davvero ricco di avvenimenti importanti per il forex che hanno tenuto altissima l’attenzione dei trader e degli operatori in ognuno dei 12 mesi, senza alcuna sosta. I principali eventi del 2015 per il mercato delle valute hanno avuto grandi risvolti sia sui mercati finanziari che sull’economia reale: ecco quali sono i fatti più importanti del 2015 nel forex.

15 gennaio, la SNB abbandona il cambio minimo con l’euro

Il primo grande evento del 2015 per il mercato delle valute è stato sicuramente l’abbandono, da parte della Swiss National Bank, del cambio minimo con l’euro ad 1,20, contestuale al taglio del tasso d’interesse a -0,75%. La decisione ha letteralmente lasciato a bocca aperta i mercati e il cambio EUR/CHF è precipitato in maniera impressionante da 1,2000 a 0,8677, perdendo quasi il 30% nell’arco di una sola ora, con l’effetto domino dei numerosi stop loss toccati dai buy e dei sell stop piazzati sotto la soglia di 1,20.
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22 gennaio, Mario Draghi annuncia il Quantitative Easing della BCE

La notizia del Quantitative Easing della Banca Centrale Europea ha travolto il cambio euro-dollaro ancor prima dell’avvio del programma, già dalla seconda metà del 2014 erano sufficienti le anticipazioni di Draghi circa il progetto del QE per dare forti scosse ribassiste ad EUR/USD e a tutti i cross dell’euro. Con l’avvio dell’alleggerimento quantitativo della BCE, avvenuto il 1 marzo, la discesa di euro-dollaro ha raggiunto il suo culmine a 1.0460, dopo una discesa iniziata durata mesi.
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3 febbraio, in Oceania iniziano i tagli ai tassi d’interesse

In questo giorno la Reserve Bank of Australia ha eseguito il primo dei due tagli del tasso d’interesse del 2015 e questa linea è stata seguita anche dalla Reserve Bank of New Zealand, che ha tagliato il tasso ben 4 volte a partire da giugno. Le decisioni delle due banche centrali hanno seguito le difficoltà del settore minerario in seguito al crollo dei prezzi delle materie prime e per dollaro australiano e dollaro neozelandese il 2015 è stato un anno in discesa.
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13 luglio, raggiunto l’accordo per la Grecia

“We have an aGreekment”, con queste parole Donald Tusk ha annunciato alla stampa l’accordo tra l’UE e il governo greco di Alexis Tsipras per l’avvio delle trattative circa il terzo bailout della Grecia. Il rischio Grexit è stato definitivamente scongiurato il 19 agosto, quando il Parlamento greco ha approvato la terza tranche di aiuti da 86 miliardi di euro. La vicenda ha tenuto l’Europa con il fiato sospeso e per il cambio EUR/USD sono stati momenti concitati in cui momenti di entusiasmo si sono alternati a momenti di forte preoccupazione.
L’accordo Grecia-Ue è destinato a durare?

24 agosto, la Cina scuote i mercati

Il panico diffuso a macchia d’olio nei mercati nel corso dell’estate raggiunge il suo apice, la Cina svaluta lo yuan e i dati macroeconomici mettono in luce la contrazione dell’economia del gigante asiatico. Gli USA, primo partner commerciale per i cinesi, vedono in pochi giorni crollare il dollaro di 700 pip contro l’euro e di 900 pip contro lo yen, mentre le valute di Australia e Nuova Zelanda vanno addirittura peggio.
Cina, crisi del mercato azionario: cause, effetti, conseguenze sull’economia mondiale e previsioni

24 novembre, alta tensione per la crisi siriana

La crisi in Siria è certamente uno dei fattori con maggiori risvolti sul forex, la guerra all’ISIS e le molte incertezze sui mercati hanno creato subbuglio tra le valute e l’avversione al rischio ha favorito lo yen. Il 24 novembre si sono raggiunti momenti di alta tensione per l’abbattimento di un jet russo da parte della Turchia di Erdogan e la lira turca è sprofondata ai minimi storici.
Forex, gelo sulla lira turca dopo l’abbattimento del jet russo: EUR/TRY si impenna

3 dicembre, Mario Draghi estende il Quantitative Easing (QE 2)

L’attesa per il tanto discusso QE 2 termina a dicembre con una delusione per i mercati: nella sua conferenza stampa, Mario Draghi comunica la decisione della BCE di estendere la durata del Quantitative Easing fino a marzo 2017, ma non senza aumentarne l’intensità. La scelta è vista come una vittoria per i falchi e il cambio euro-dollaro guadagna 460 pip in poche ore, allontanandosi dalla parità.
BCE delude i mercati. Draghi: no extra QE, estensione fino a Marzo 2017

8 dicembre, petrolio ai minimi dal 2009

La frenata della Cina e dei Paesi emergenti ha ridotto la domanda del petrolio e delle materie prime e i prezzi hanno continuato a scendere sempre più in basso nel corso del 2015. Schiacciate le valute dei Paesi legati all’industria petrolifera e mineraria: dollaro canadese, australiano e neozelandese hanno subìto forti deprezzamenti, mentre la svalutazione è stata eclatante nei casi di rublo russo e corona norvegese.
Petrolio vicino ai minimi di 11 anni dopo l’aumento dei tassi Fed

16 dicembre, la Federal Reserve alza il tasso d’interesse

L’attenzione al contesto internazionale e le preoccupazioni per ripercussioni negative sui mercati emergenti hanno rimandato sempre più la decisione di Janet Yellen. La FED ha aumentato il tasso d’interesse soltanto a metà dicembre, dopo sette anni in cui era fermo allo 0,25%, dando avvio ad un programma di rialzo del tasso paziente e graduale. Nel forex la mossa ha portato a un rafforzamento del dollaro limitato ed effimero: gli effetti delle divergenze tra le politiche monetarie di Stati Uniti ed Eurozona sembrano ormai già scontate da tempo.
Forex, euro-dollaro (EUR/USD) si piega di fronte alla FED

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