Forex: ecco le valute che soffrono il crollo del petrolio

Nicola D’Antuono

20/10/2014

La recente discesa dei prezzi del petrolio sta indebolendo molto le valute correlate alle performance di questa commodity. Scendono il dollaro canadese, il rublo e la corona norvegese

Forex: ecco le valute che soffrono il crollo del petrolio

Il crollo dei prezzi del petrolio sui mercati internazionali ha scosso non poco quelle valute appartenenti a economie molto dipendenti dall’andamento di questa materia prima. Stiamo parlando del dollaro canadese, del rublo russo e della corona norvegese, che chiaramente devono fare i conti con un peggioramento dei fondamentali macroeconomici proprio a causa della marcata debolezza del greggio.

La forte discesa dei prezzi del petrolio è stata favorita dal recente taglio delle stime sulla crescita globale da parte del Fondo Monetario Internazionale, ma soprattutto dall’ultimo report rilasciato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) che ha dichiarato di aspettarsi una bassa domanda di greggio, ai minimi da cinque anni, mentre l’offerta resta molto sostenuta.

Al Nymex il future sul petrolio Wti ha perso temporaneamente quota 80$ al barile, registrando così il minimo più basso da luglio 2012. Negli ultimi quattro mesi il greggio americano è arrivato a perdere fino al 32% del proprio valore, anche a causa del boom dello shale oil negli Stati Uniti che ha spinto la produzione ai massimi dal 1986. Pesante anche il ribasso per il petrolio Brent, che sempre al Nymex è crollato fino in area 83$ al barile.

Sul forex a pagarne le conseguenze sono le commodity currency più legate all’andamento del petrolio. Il dollaro canadese è sceso sui minimi da oltre 5 anni, con il cambio USDCAD che ha sfiorato quota 1,14. L’export di greggio è fondamentale per l’economia del Canada: una sua caduta può generare aspettative di rallentamento economico e di politica monetaria della Bank of Canada più espansiva del previsto.

In difficoltà c’è anche la corona norvegese, scesa sui minimi dall’estate 2010 contro il biglietto verde. Il cambio USDNOK si è spinto fino in area 6,68 e negli ultimi quattro mesi ha realizzato un guadagno dell’11% circa. La debolezza del petrolio ha ridotto il surplus commerciale di Oslo a settembre a 21,6 miliardi di corone dai 22,4 del mese precedente. Soffre anche il rublo, sul quale pesa anche la tensione con l’Occidente che ha già provocato enormi deflussi di capitali esteri.