Il cambio del dollaro australiano continua ad essere sotto pressione, a causa della debolezza delle commodity. Moody’s ha però confermato il rating Aaa
Il dollaro australiano resta sotto pressione sui mercati valutari, a seguito dell’annuncio da parte del governo di Canberra della revisione del budget di bilancio. A metà anno il deficit pubblico è risultato nettamente più alto rispetto a quanto preventivato qualche mese fa, tanto che il ministro del Tesoro australiano Joe Hockey ha annunciato la revisione delle previsioni di fine anno. Il disavanzo pubblico è atteso ora a 40,4 miliardi di A$ dai 29,8 miliardi di A$ previsti in precedenza. In pratica la stima sul deficit di bilancio passa al 2,8% dall’1,5%.
A pesare sui conti pubblici australiani è sicuramente il brusco calo dei prezzi delle materie prime, soprattutto del minerale di ferro. In questo caso la flessione è stata superiore al 30%, con un impatto molto negativo sul gettito fiscale del governo. Nonostante l’annuncio della revisione del budget, l’Australia è riuscita comunque a mantenere invariato il suo rating sovrano di massima affidabilità creditizia. Infatti Moody’s Investor Services ha confermato il giudizio Aaa con outlook “stabile”. Sul forex il dollaro australiano continua a perdere terreno, in particolare nei confronti del biglietto verde.
Il tasso di cambio AUDUSD, il cosiddetto Aussie, è sui minimi dall’estate del 2010 in area 0,82 e appare sempre più proiettato verso l’approdo sull’area di supporto chiave di lungo termine posta a 0,80 (tra l’altro soglia psicologica di notevole importanza). Di recente il governatore della Reserve Bank of Australia, Glenn Stevens, ha dichiarato di attendersi un ulteriore deprezzamento del cambio nel corso del 2015 con un target indicativo per l’Aussie intorno a 0,75. Continua a salire poi il cross EURAUD, che ha sfiorato quota 1,52 ai top da quasi 9 mesi. Nell’ultimo mese questo cross ha guadagnato il 6%.
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