Il Fondo Monetario Internazionale lancia un allarme riguardo alla crescita dell’intero sistema economico mondiale e manda un messaggio ben preciso: è necessario intervenire subito, con misure concrete e realizzabili nel breve termine.
Dopo il monito lanciato a Italia e Spagna che «devono proseguire con le riforme», perché l’economia rischia di entrare in un «circolo vizioso e uno dei due Paesi potrebbe perdere l’accesso ai mercati», arriva l’allarme dal FMI: la crescita è lenta, e bisogna intervenire.
World Economic Outlook
Nell’ultimo aggiornamento del World Economic Outlook, il report del FMI sull’economia globale, il Fondo ha tagliato le previsioni del 3,5% annunciando l’urgenza improrogabile di intervento da parte della classe politica.
Olivier Blanchard, capo degli economisti al FMI, avvisa della possibilità di «ulteriori revisioni alle previsioni di base; le condizioni migliorano ma in maniera troppo lenta e, sicuramente, meno di quanto era stato previsto ad aprile».
E’ colpa dell’Europa
Il Fmi specifica che le cause di queste revisioni sono da cercarsi nel mancato conseguimento, da parte della dirigenza Europea, di raggiungere gli accordi e far partire le misure necessarie per alleggerire le condizioni finanziarie e permettere ai mercati emergenti di fare passi in avanti per supportare le economie in difficoltà.
Stati Uniti
Mentre la «massima priorità» in Europa era quella di risolvere la crisi, negli Stati Uniti, avvisa invece il Fondo, c’è la possibilità di un «fiscal cliff» entro la fine dell’anno.
La prima economia al mondo, che registra un calo nelle vendite al dettaglio dello 0.5% da maggio a giugno, per il terzo mese consecutivo di declino, portando all’evidenza che l’economia degli Stati Uniti è in stato di stagnazione.
Mercati emergenti e Regno Unito
L’economia mondiale, dice il Fondo, è in uno stato precario, duramente colpito dal rallentamento delle economie emergenti e dai disordini europei.
Altri punti fortemente colpiti dalle revisioni sulle stime del FMI sono: il Regno Unito (crescita per il 2012: 0.2%), la Cina (8%), l’India (6.1%) e il Brasile (2.5%).
Alleggerire le politiche monetarie
Dunque, il FMI sembra appoggiare ed incentivare i movimenti delle banche centrali nella direzione di ulteriori alleggerimenti monetari, sostenendo che «la politica monetaria ha bisogno di risposte effettive, fosse anche ottenute con misure straordinarie, perché è l’intero assetto economico mondiale che ne ha bisogno, subito».
Fonte: Financial Times
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