Fitch: l’Eurozona è ancora a rischio, sforzi insufficienti

Redazione

11 Gennaio 2012 - 10:13

Fitch: l’Eurozona è ancora a rischio, sforzi insufficienti

Per l’Eurozona il peggio è ancora possibile: il panorama delineato da Fitch Ratings è tutt’altro che sereno.
Secondo l’agenzia di rating, la relativa stabilità di Francia e Germania non è sufficiente a garantire la
stabilità complessiva dell’Euro. Per David Riley, responsabile Fitch del controllo sul rating sovrano, la
situazione dell’Italia potrebbe costituire un rischio per l’intera Eurozona. “Per questa ragione”, ha dichiarato
Riley, “è possibile che l’agenzia tagli a fine gennaio il rating sovrano dell’Italia, alla fine della revisione sui
sei paesi europei messi in credit watch negativo”.

In una conferenza a Londra, Riley ha descritto la situazione italiana come in primo piano nella crisi
dell’Eurozona, aggiungendo che il rendimento dei bond governativi ha determinato un’intensificazione della
crisi. Per il 2012 l’Italia va programmando una vendita di 440 miliardi di euro (561.67 miliardi di dollari) in
bond governativi e buoni del Tesoro. “Un programma non invidiabile”, ha commentato Riley, dato il costo
in termini di prestiti che l’operazione comporterebbe. Secondo Tradeweb, martedì il rendimento del bond
governativo decennale dell’Italia era del 7.13%, uno spread di circa 5.25 punti percentuali sul bund tedesco.
Stando alle previsioni di Riley, potrebbe non avere un effetto positivo sull’Italia nemmeno un rendimento
del bond italiano di quattro punti percentuali sul bund tedesco, collegato con una crescita interna lorda pari
a zero. Uno spread di 1.5 punti percentuali e una crescita dell’1.5% potrebbero però fare dell’Italia un paese
solvibile.

C’è un punto di relativa positività nelle dichiarazioni di Riley, ma non coinvolge l’Italia. Si tratta della
sicurezza che alla fine della revisione la Francia non andrà incontro al taglio del rating. Fitch ha infatti
emesso una valutazione del rating sovrano della Francia al punteggio della tripla A, vale a dire che l’agenzia
newyorkese considera il capitale francese come di massima sicurezza sul lungo termine. Di contro, al rating
sovrano italiano è stato assegnato un punteggio A+, sancendo così un giudizio di media qualità su un rating
medio-alto. L’Italia non è però l’unico paese soggetto al rischio nell’attuale situazione di mercato, perché,
secondo Riley, il pericolo riguarda l’intera Eurozona. A determinare tale pericolo sarebbe la mancanza
di un accordo fra i leader europei per implementare sufficientemente il firewall necessario a scongiurare
un contagio della crisi fra i paesi. Secondo il responsabile Fitch Ratings il firewall attuale, costituito dal
temporaneo Fondo salva-stati, il Meccanismo Europeo di Stabilità (più a lungo termine) e il supporto del
Fondo Monetario Internazionale, non è sufficiente e mantiene l’Europa nel rischio costante di una crisi
di liquidità e di solvenza. La riunione di lunedì scorso dei leader di Francia e Germania avrebbe dovuto
discutere proprio i dettagli di un patto fiscale per una politica economica più rigorosa, i mercati hanno però
percepito la mancata risposta alle questioni chiave.

Nelle dichiarazioni di Riley rimane ancora drammatica la situazione finanziaria ad Atene e potrebbe finanche
prospettarsi un’uscita della Grecia dall’Euro. Il rischio del contagio è la preoccupazione maggiore: la Grecia
potrebbe infatti far piombare l’Eurozona in una crisi finanziaria ancora più grave. Neanche una contribuzione
del 60% sui bond governativi greci da parte del settore privato potrebbe imprimere una brusca riduzione
sull’aggravio del debito nazionale. La valutazione che Fitch Rating ha espresso sulla situazione finanziaria
greca è al punteggio della tripla C, vale a dire con un forte rischio di fallimento.

Nella fotografia dell’Eurozona messa a punto da Fitch Rating risulta essere diversa la situazione a Vienna.
Sebbene i rendimenti sul bond autriaco decennale siano rimasti a un livello inferiore rispetto alle vendite
dello scorso luglio, l’Austria detiene i maggiori rendimenti fra i paesi europei classificati da Fitch Ratings
con la tripla A, cioè al livello della più alta sicurezza finanziaria. Nel mercato dei bond governativi europei,
per la vendita di bond quadriennali l’Austria ha pagato costi di funding maggiori che nello scorso novembre.
Da questo, l’agitazione degli investitori per l’esposizione del paese all’Ungheria, impegnata lunedì in

colloqui informali con il Fondo Monetario Internazionale su un pacchetto di credito. La situazione austriaca
è tale che l’Agenzia Federale per la Finanza ha venduto il 4% dei bond previsti per il settembre 2016 e il
3.65% di quelli per l’aprile 2022, oltre ad assegnare 120 milioni di euro allo stato. La domanda per entrambi
prevedeva una doppia copertura della somma venduta, appena al di sotto dei livelli precedenti.

Per concludere, la vendita di un bond governativo triennale dei Paesi Bassi, a un rendimento medio dello
0.853%, si è avvicinata invece al target più alto, di 2.5- 3.5 miliardi di euro, con una vendita di 3.105 miliardi
di euro.

Il panorama delineato da Fitch Ratings è tutt’altro che sereno dunque, e punta i riflettori su una situazione
finanziaria dell’Eurozona ancora del tutto aperta, in cui la debolezza della politica federale potrebbe ancora
una volta costituire un rischio notevole per la stabilità delle economie nazionali europee e dello stesso Euro.
Non sono sufficienti gli sforzi fatti finora, sembra affermare l’agenzia di rating: le sicurezze offerte dai
leader europei non bastano ancora ai mercati internazionali per porre la fiducia sulla moneta comunitaria.