Mario Monti può essere l’unico ad affrontare Angela Merkel al prossimo vertice del 28-29 giugno a Bruxelles: lo scrive il condirettore del Financial Times, Wolfgang Munchau.
Ft: "Monti sfidi la Merkel per salvare il suo Paese e l’euro
Monti, secondo Munchau, si troverebbe nella posizione migliore per sfiancare la Merkel e allontanarla dalla sua filosofia di rigore e austerità, anche perché l’Italia sarà il prossimo Paese a essere attacco dai mercati.
In un clima di incertezza politica, dopo aver perso consensi e sostegno, e sempre più isolato nel suo Paese, dove i partiti lo stanno attaccando da più parti, Monti potrebbe agire in modo sfacciato, addirittura minacciare le dimissioni se la Merkel non farà passi indietro. Una proposta che sarebbe credibile e temuta e che porterebbe la cancelliera tedesca ad allentare la propria fiscalità. «Solo sostenendo con forza le proprie tesi, Monti può salvare il suo Paese e l’euro», scrive Munchau.
Insomma, Munchau auspica che il 28 giugno, Italia-Germania non si giochi solo a Varsavia, ma anche a Bruxelles.
Times: «Meglio elezioni anticipate che impotenza»
Non solo Financial Times: sempre dal Regno Unito anche il Times parla del nostro premier. «Meglio le elezioni anticipate che l’impotenza», scrive Bill Emmott, che punta l’attenzione anche sul rischio dei populisti anti-euro per avvalorare la propria tesi. Secondo il quotidiano britannico, infatti, la cautela approntata da Monti non porterà da nessuna parte e soprattutto non aiuterà l’Italia in nessun modo. Per tale motivo Monti ha il compito di «sfidare i partiti che vogliono farlo cadere». Le elezioni anticipate, inoltre, indurrebbero potenziali esordienti a sfidare i due principali nemici dell’Europa, come Beppe Grillo e Silvio Berlusconi, e a determinare un futuro più equilibrato per il Paese. Gli «esordienti» in questione individuati da Emmott, potrebbero essere Matteo Renzi o Corrado Passera. Ma su una cosa, il Times pone luce con preoccupazione: «Dimenticata la Grecia e messa da parte la Spagna, il futuro dell’euro verrà stabilito dall’Italia, il Paese che torna a essere il punto cruciale e dell’interminabile crisi economica mondiale».
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