Tra giovedì e venerdì l’Euro/Dollaro è passato da area 1,22 a sopra 1,26 sui timori di una nuova recessione a stelle e strisce dopo la prima flessione dell’anno nel mercato del lavoro. I mercati stanno iniziando a ragionare sui fondamentali dell’economia globale e non più sui rischi (veri o presunti che siano) di un default di uno Stato periferico dell’area Euro. D’altronde, negli USA non è che la situazione sia così incoraggiante tale da essere considerata il porto sicuro nei periodi di maggiore tubolenza. Nella sua ultima lettera agli investitori, il guru dei mercati obbligazionari Bill Gross della Pimco ha parlato di una “nuova normalità” (new normal) dell’economia, riferendosi all’avvento di un nuovo ciclo economico con una crescita particolarmente affannosa dei Paesi a maggior tasso di industrializzazione e in misura nettamente inferiore rispetto alle altre recessioni avvenute negli ultimi 30-40 anni. C’è da dire, però, che il rimbalzo dell’euro va inquadrato anche in un’ottica diversa e cioè considerando il fattore tecnico. La caduta dai massimi di area 1,5150 da novembre 2009 è stata davvero pesante (bottom raggiunti in area 1,1880). Le opportunità per un rimbalzo più corposo sono state davvero poche e quasi sempre di scarsa entità. Quello attuale sembra il momento giusto per una correzione dai minimi più pronunciata ma la divisa europea resta sempre debole nel medio-lungo periodo a causa di problemi strutturali difficilmente risolvibili in tempi brevi. Adesso a noi interessa capire soprattutto l’orizzonte temporale di breve periodo per cui ci chiediamo fin dove può spingersi questo rimbalzo. L’approdo in area 1,2670, prossima resistenza sul daily chart, mi sembra scontato nonostante l’ipercomprato di brevissimo periodo sia sempre più forte. Allargando il time frame al weekly chart, invece, in area 1,29 passa la resistenza dinamica della EMA20 che potrebbe bloccare l’ascesa. Quindi, possiamo ipotizzare (prendendoci un margine di errore maggiore) un target massimo fino alla soglia psicologica di area 1,30, dove potrebbe anche riprendere la discesa della divisa europea.
© RIPRODUZIONE RISERVATA